ROMA – 14 APR –  E’ morto a Roma all’età di 85 anni Giuseppe Ciarrapico. L’editore che fondò i quotidiani locali in provincia di Frosinone e di Latina, ideando e realizzando i successi di Ciociaria Oggi e Latina Oggi, è deceduto domenica mattina alle 7,40 nella clinica della Capitale Quisisana dove era ricoverato. Era gravemente malato da tempo. Le sue condizioni erano peggiorate nell’ultimo periodo.

Nato nella Capitale il 28 gennaio 1934 ha legato il suo nome numerose vicende della prima repubblica.

Imprenditore e politico è stato vicino alla corrente andreottiana. E’ stato senatore nella sedicesima legislatura con il Popolo della Libertà. Presidente della Roma tra il 1991 ed il 1993. La sua presidenza si interrompe nel 1993 a seguito di una denuncia e poi l’arresto per bancarotta fraudolenta.

Ma il Ciarra, come spesso veniva chiamato, è stato anche gestore delle terme di Fiuggi negli anni 80: fu soprannominato il «re delle acque minerali». Organizzò un premio Internazionale, il Premio Fiuggi, che vide la presenza del presidente sovietico Michail Gorbacëv, in quegli anni protagonista della perestrojka.

Ciarrapico è cresciuto in Ciociaria. E li aveva il centro delle sue attività imprenditoriali concentrate  principalmente nel settore dell’editoria e nella gestione delle terme di Fiuggi, allargando i suoi interessi anche al settore delle  cliniche. In gioventù era stato un simpatizzante fascista, ma poi negli anni, come detto, si era avvicinato alla corrente andreottiana della Dc, senza tuttavia abbandonare i rapporti con il segretario missino Giorgio Almirante. Tra le vicende della prima repubblica che lo hanno visto protagonista il lodo Mondadori nel quale, sollecitato da Andreotti, fece da intermediario tra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti. Nel 1996 viene coinvolto anche nel processo relativo al crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. In tanti lo hanno voluto ricordare: Per Francesco Storace Ciarrapico è stato un editore scomodo e con una forte personalità. Gianfranco Fini ha ricordato come Ciarrapico sia stato tra i primi a dare vita  all’editoria di destra in anni difficili.