CASSINO – 02 APR – L’emergenza abitativa torna in primo piano a Cassino: ancora occupazioni abusive, ancora famiglie che cercano di avere in ogni modo, anche non ortodosso, e soprattutto illegale, un tetto sulla propria testa. In attesa di un alloggio popolare stavolta sono entrati, per restarci, in due case cantoniere di Cassino. Alcuni di loro sono gli stessi che già in passato si erano introdotti nelle abitazioni vuote di proprietà dell’esercito. Ma il Comune avverte, “Mai nessuna assegnazione verrà eseguita a chi ha occupato od occupa case in modo abusivo”. Mentre in prefettura si teneva un vertice sulla questione, scattavano già le prime denunce.

Il blitz per entrare negli edifici c’è stato all’alba: 18 le persone che hanno forzato il portone della struttura di via Sferracavalli, 10 quelle all’interno della casa di via Casilina sud, tra cui diversi bambini al di sotto dei 10 anni d’età. Davanti ai cancelli le bandiere del sindacato usb, che si batte da tempo per il diritto alla casa. Sul posto sono intervenuti sia i carabinieri del capitano De Luca che gli agenti del vicequestore Cristina Rapetti.

L’assessore Di Russo invita gli occupanti a liberare i locali, per evitare conseguenze ancora più gravi. È stata lei in mattinata a recarsi dal Prefetto per spiegare quale fosse la situazione: insieme hanno avviato le procedure previste in questi casi, allertando le forze dell’ordine. Le case cantoniere sono di proprietà della re-gione Lazio: un rappresentante dell’ente nel primo pomeriggio si è recato in commissariato a Cassino per sporgere denuncia.

Gli edifici in questione sono stati assegnati dalla regione al Comune di Cassino e verranno trasformati in Centri di Ascolto per il Disagio e non in alloggi destinati all’emergenza abitativa. Un passaggio che però di fatto ancora non è avvenuto.

L’assessore Di Russo sottolinea anche come l’amministrazione abbia sempre fatto di tutto per assicu-rare a tutti un tetto sulla testa, anche per le stesse famiglie protagoniste dell’occupazione di oggi. “Evidente-mente – conclude la Di Russo – hanno scelto di intraprendere una strada diversa, ma devono avere ben presente che si tratta di una scelta in contrapposizione alla legge”.

I primi provvedimenti sono già scattati: la polizia ha informato il procuratore di Cassino. I capifamiglia sono stati denunciati per danneggiamento e occupazione abusiva di edifici.