ITRI – 27 OTT – Sarà il prof. Maurizio Marasco, docente di Psicopatologia forense e Criminologia dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, a stabilire se Giuseppe Ruggieri, sotto processo in appello per la vicenda della morte dell’enologo di Itri Ulrico Cappia, al momento dei fatti versasse in condizioni tali da escludere o scemare la sua capacità d’intendere e volere. L’ha deciso la I Corte d’assise d’appello, che ha affidato oggi l’incarico, concedendo 60 giorni per il deposito della relazione. A gennaio la nuova udienza e la discussione. Ruggieri è stato condannato all’ergastolo in primo grado perché ritenuto responsabile della morte dell’enologo, che era suo datore di lavoro. Era la sera del 4 settembre 2013 quando un appuntato dei carabinieri sentì due colpi di arma da fuoco provenire dalla montagna di fronte casa e, subito dopo, un clacson suonare in maniera continuativa. I carabinieri si recarono nell’azienda agricola di un notaio del posto, dove sembrava stesse sprigionandosi un incendio. E nelle vicinanze trovarono un’autovettura avvinta dalle fiamme, all’interno della quale c’erano resti umani, poi identificati in quelli dell’enologo Cappia, unico dirigente di quell’azienda. Dalle investigazioni emersero rapporti non amichevoli tra la vittima e Ruggieri, il quale pare non sopportasse la presenza dell’enologo e le sue direttive sul lavoro. Secondo l’accusa, la decisione di Cappia di non chiamare più l’operaio come lavoratore stagionale fece ancor più scaldare gli animi. Ruggieri fu mandato a processo e poi condannato all’ergastolo (il giudice ritenne certa la sua volontà di vendetta, non solo per non essere stato da lui più chiamato al lavoro, ma anche per avergli fatto perdere davanti agli altri operai la sua posizione di supremazia); adesso è in attesa del giudizio d’appello, che si avvarrà della consulenza del prof. Marasco (il Pg Remus ha nominato come suo consulente il prof. Piero Rocchini, la parte civile, il dott. Claudio Manni e la difesa il dott. Gabriele Mandarelli).

Fonte: Ansa