ROMA – 26 MAR – E’ morto Emanuele Morganti, il ventenne di Alatri ridotto in fin di vita nella notte tra venerdì e sabato all’uscita del Mirò Music Club, il locale di piazza Regina Margherita, nel centro di Alatri.

Il ragazzo è stato tenuto in vita artificialmente dall’alba di oggi.

Le lesioni riportate erano gravissime. Chi ha picchiato, con molta probabilità lo ha fatto con l’intenzione di uccidere. I medici dell’Umberto I di Roma infatti hanno rilevato la rottura delle vertebre cervicali e varie fratture craniche provocate con un paletto.

Per quel pestaggio, otto persone sono state trattenute fino all’alba nella caserma dei carabinieri di Alatri. Poi, alle quattro del mattino tutti sono stati mandati a casa. Nessuno risulta indagato.

Ci sono molte cose che non combaciano. In maniera evidente. Per questo, nella tarda serata di sabato, al termine di un’intera giornata di interrogatori condotti dai carabinieri, il sostituto procuratore della Repubblica Vittorio Misiti ha voluto ricominciare daccapo ed ascoltare personalmente nove persone. Sono quelle che hanno fornito versioni in contrasto. Li ha tenuti sotto torchio fino alle 4 del mattino. Il paradosso è che ci sarebbero riscontri sia su una versione che sull’altra.

Il quadro ha ancora molti dettagli sfumati. Di certo c’è che Emanuele sabato notte è nel Mirò con la fidanzata. Tutto accade alle due.

Prima versione: Emanuele ha una discussione con uno degli altri presenti. Si mettono in mezzo i buttafuori albanesi, ha una discussione anche con loro. E si finisce alle mani.

Seconda versione. Qualcuno entra nel club, aggredisce Emanuele. Intervengono i buttafuori ed allontanano dal locale chi stava disturbando la serata. Una volta fuori, nella piazza, Emanuele viene accerchiato, picchiato e massacrato dal branco. Picchiano per uccidere: tirano con un paletto nella parte posteriore del collo, spezzandolo.

Tutto in pochissimi minuti. Senza nemmeno dare il tempo di intervenire a chi nota qualcosa. I fatti dicono che il ventenne viene lasciato quasi morto, sull’asfalto.

Inutile l’intervento chirurgico tentato ieri pomeriggio. Troppo gravi le lesioni.

Per le 20 di questa sera era in programma una fiaccolata nelle strade del centro. Ora le autorità stanno valutando se autorizzarla o meno: c’è il rischio che la rabbia e la tensione possano esplodere.