POSTA FIBRENO – 21 OTT – Una storia, questa, che arriva dalla provincia di Frosi-none, da un comune della valle di Comino, Posta Fibreno, e che racconta di un uomo tradito dall’unico affetto rimastogli, la sorella, la quale però disperata non riesce più a conciliare la propria vita, quella di una donna di 49 anni, con le esigenze del familiare 56enne, affetto da gravi problemi psichici.
Questa è la cornice della vicenda portata alla luce grazie al sindaco di Posta Dibreno, Adamo Pantano, che qualche giorno addietro aveva visto passeggiare per le strade del paese il 56enne con una strana corda che gli cingeva il braccio e un piede. Il primo cittadino ha così allertato i servizi sociali che in mattinata si sono recati a casa dell’uomo. Hanno bussato più volte, non ricevendo risposta hanno chiamato alla stazione dei carabinieri più vicina. Da Vicalvi è partito il maresciallo che, giunto sul posto insieme a due colleghi, ha deciso di forzare il portone d’ingresso ed entrare. In camera da notte i carabinieri hanno trovato il 56enne legato con una catena di ferro alla spalliera del letto. I militari hanno così provveduto a liberarlo per affidarlo alle cure dei medici dell’ospedale di Sora.
Non molto dopo è rincasata la sorella che ha la tutela del fratello malato. La donna ha cercato di spiegare con calma le sue ragioni. Né rabbia, né nervosismo nel tentativo di discolparsi ma solo il racconto dell’amara verità. Il mio timore, ha riferito, è che in casa potesse fare danni e potesse farsi male. La sua scelta, ha detto, è stata dettata dalla paura che l’uomo, affetto da disturbi mentali, in giro per il paese potesse met-tersi nei guai o addirittura crearli.
La donna che serbava nella borse le chiavi del lucchetto per liberare il fratello una volta rincasata, è stata arrestata per “maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona” ed ora rinchiusa nel carcere di Rebibbia. Il fratello, una volta dimesso dall’ospedale di Sora, verrà affidato ai servizi sociali del comune di Posta Fibreno.