ROMA – 09 FEB – Residenti a Latina ma di origini indiane: in due sono finiti in manette, avevano con loro oltre 50.000 bulbi di papavero da oppio, pronti per essere trasformati in 7000 dosi di sostanza stupefacente e secondo la guardia di finanza destinate al mercato dello spaccio nel basso Lazio.

Gli stranieri sono stati presi nella mattinata di sabato mentre scendevano da un pullman nella capitale presso la stazione Tiburtina, provenienti dall’est Europa. Il loro atteggiamento, guardingo e nervoso, ha destato subito sospetti e cosi i Finanzieri del 3° Nucleo Metropolitano di Roma hanno fermato ed identificato i due. Sono risultati già arrestati in passato per spaccio di droga, avevano al seguito 7 borsoni di grandi dimensioni. Dopo la perquisizione i militari hanno trovato i bulbi di papavero da oppio confezionati in sacche di plastica termosaldate, per non far percepire l’odore della droga. I cittadini indiani fermati, entrambi residenti in provincia di Latina, erano diretti secondo i finanzieri con l’ingente carico di sostanza stupefacente, proprio nell’agro Pontino.

I bulbi già divisi in dosi da 100 grammi ciascuna, in pacchetti sigillati, sarebbero stati “distribuiti” alla comunità asiatica del basso Lazio. Quella sostanza poteva essere utilizzata per estrarre la materia prima per la produzione dell’eroina oppure, una volta ridotta in polvere, essere fumata o masticata, in particolar modo dai braccianti agricoli indiani, pachistani e bengalesi insediati nella provincia pontina. Infatti, tra gli effetti psicotropi di questa droga, vi è anche quello di ridurre la sensazione di fatica permettendo così ai lavoratori di far fronte al duro lavoro nei campi.

I due trafficanti sono stati  arrestati  per traffico di sostanze stupefacenti e condotti presso il carcere di Regina Coeli a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.