SORA – 21 DIC – L’assassino ha l’intelligenza di un bambino di sei anni. Ha una parte del cervello che è atro-fizzata, ridotta proprio nell’area che sovraintende alla sfera morale. Nel lobo parietale manca una parte del cervello.
Lo ha rivelato la tac effettuata a Roma sul muratore Antonio Palleschi, l’uomo che tre anni fa ha ag-gredito la professoressa di inglese Gilberta Palleschi mentre faceva un po’ di corsa sul lungo fiume a Sora; l’ha tramortita, portata in una discarica, uccisa, brutalizzando il cadavere.
La Tac è stata effettuata a Roma su disposizione dei giudici della Corte d’Assise d’Appello che stanno celebrando il processo bis dopo quello che un anno fa si era concluso con la condanna a trent’anni di carcere.
La tac ha evidenziato che Antonio Palleschi viene colto da raptus improvvisi, incontrollabili e per que-sto estremamente pericolosi e nocivi per la collettività.
All’esame medico legale questa mattina erano presenti, i periti della difesa, dell’accusa e della famiglia della vittima. C’erano il professor Meluzzi (per i Palleschi) con l’avvocato Massimiliano Contucci; c’era il professor Paolo Walter Gabriele per la difesa; c’era il dottor Ferracuti per la Procura generale.
Entro il nove gennaio dovranno consegnare le loro relazioni al presidente della Corte d’assise d’appello di Roma.
Gli scenari sono tutti aperti. I giudici potrebbero riconoscere un vizio parziale di mente all’assassino della professoressa di Sora, riducendo la pena.
Ma potrebbero anche giudicarlo perfettamente capace di intendere anche se privo di senso morale, cioè stabilire cosa sia giusto e cosa no. E confermare i 30 anni.
Oppure potrebbero giudicarlo incapace e disporre il suo trasferimento in una Rems: la residenza psi-chiatrica per chi commette omicidi.