ANAGNI – 30 MAR – Ora c’è un nome, un marchio ed anche un progetto industriale. Il futuro della Marangoni Tyre di Anagni potrebbe parlare finlandese: un progetto di rilancio è stato illustrato in queste ore dalla società finlandese Cleantech Industries Global. L’impresa lo ha spiegato a Roma ai funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico ed alle associazioni sindacali.

Ne hanno dato notizia i sindacati Filctem – CGIL, Femca – Cisl, Uiltec – Uil- UGL chimici.
Il progetto prevede il riavvio delle produzioni di pneumatici nello stabilimento di Anagni. Ora è all’esame del Ministero, che sta esaminando il progetto industriale, la sostenibilità finanziaria, l’eventuale compartecipazione da parte della Marangoni attraverso la rete commerciale, l’utilizzo del brand e la continuità manageriale di Anagni.

La società Cleantech Industris Global ha comunque formalizzato una offerta alla proprietà della Marangoni che ancora non ha dato risposte.
Ed è proprio questo silenzio a preoccupare non poco le organizzazioni sindacali. Temono che Marangoni preferisca un’altra soluzione, diversa dalla ripresa della produzione, puntando invece su uno dei tanti imprenditori che in questi mesi hanno visitato l’impianto mostrandosi interessati alle sole attrezzature e macchinari.

«Cosa la Marangoni stia valutando in questo momento – dicono i sindacati – non lo sappiamo ancora, certo che, se si privilegia la dismissione degli impianti ci troveremo di fronte ad un omicidio industriale che sicuramente aprirà un serio conflitto con il sindacato».

Giovedì 2 aprile ci sarà un assemblea davanti ai cancelli della fabbrica, per mettere in campo la mobilitazione necessaria affinché la marangoni accetti di sedersi al tavolo ministeriale per discutere la proposta.

I segretari Chiarlitti, La Bella, Piscitelli e Valente hanno chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di “facilitare la possibile intesa che secondo quanto dichiarato dalla Cleantech non può andare oltre il mese di aprile”. Infatti dopo questo termine la società non sarà più nelle condizioni di procedere in quanto lo stabilimento non potrà produrre forniture per il prossimo inverno dei pneumatici invernali, principale business del nuovo gruppo”.

I sindacati chiedono che la Regione Lazio partecipi fattivamente all’iniziativa imprenditoriale interagendo direttamente con il Ministero.