CASSINO – 12 MAR – Si è chiusa da qualche ora la quinta edizione del meeting Ateneo-Studenti-Impresa che in questi anni ha portato tanti studenti degli istituti superiori e tante aziende privare a conoscere l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Proprio negli anni in cui questa portava a termine la sua più grande trasformazione: diventare un Campus.

Partita 5 anni fa, l’evento ha trasformato il rapporto tra ateneo e studenti, ma anche il rapporto tra studenti e mondo del lavoro.

Superando la formula delle visite ripetute presso gli istituti superiori dove presentare a parole, dunque promesse, ciò che sarebbe accaduto, nel 2011 entrava in gioco il modello del confronto sul campo: gli studenti venivano invitati a frequentare l’allora costruendo Campus e lì incontravano davvero l’Università, la sua offerta formativa, i suoi docenti, i servizi costruiti per rendere meno disagevole il conseguimento dell’ambito titolo.

La stessa cosa iniziava a valere anche per gli studenti in uscita. Non più, o non solo, improvvisazione nei colloqui di lavoro, approssimazione nella costruzione del curriculum, ma una scuola per questo, un sito di contatto continuo con l’impresa, ma soprattutto la conoscenza di persona: aziende che venivano in ateneo a conoscere i nuovi laureati, per parlare con loro, sostenere le loro attese.

1600 gli studenti che anche quest’anno hanno raggiunto l’appuntamento, nei cinque anni trascorsi non meno di 9000 giovani ragazzi hanno varcato la soglia dell’ateneo ancor prima di iscriversi. Conoscendolo, conoscendo così le strutture e le persone che vi lavoravano. E portando fuori questa voce, la voce di un ateneo che stava crescendo, maturando; di lì a poco sarebbe divenuto adulto, moderno, sarebbe stato un Campus.

La nascita di un momento di rapporto tra l’impresa e i giovani laureati ha fatto maturare la convinzione che anche questo ateneo avesse una sua Associazione di laureati. Si sono chiamati ALACLAM e dopo qualche anno hanno rilevato l’onere di continuare il lavoro del career day. Anche loro continuando un trend positivo. Quest’anno, come mai prima, erano presenti 50 tra aziende ed enti, con una aumento di 40 rispetto all’anno scorso. Questo grazie al modello desk-motion, ovvero non solo lo stand per ospitare le aziende, ma anche dei semplici desk, utili all’efficacia del solo colloquio più che alla presentazione dell’azienda.

Un perfezionamento dunque, che ha portato però il numero dei partecipanti a salire in maniera esponenziale.

Dunque, qualcosa è stato subito ben fatto e progettato, come il modello di portare gli studenti in ateneo e lì farli incontrare con l’Università. Qualcos’altro si è perfezionato nel corso, e l’esempio sono l’intuizione dei desk.

Al termine dei cinque anni però restano dati indiscutibili: i 9000 giovani che hanno visitato l’ateneo, le decine di ore di mini lezioni e presentazioni che hanno fatto da biglietto d’ingresso; il circo festoso dei servizi che ogni anno ha cercato di rinnovarsi nella proposizione. Ma poi le tante, forse tantissime aziende che hanno esposto il loro logo davanti ad un tavolo e discusso con i nostri studenti.

Un movimento che ha segnato un cambiamento culturale. Che poi è proprio lo scopo principe di un Ateneo.

I protagonisti sono stati davvero tutti: chi ha prodotto e chi ha ricevuto.

La guida di tutto questo spetta al Rettore, Ciro Attaianese, affiancato nel suo ruolo dal prof. Antonio Maffucci per il C.U.Ori., il prof. Livio Cricelli per il Rapporto con le Imprese e il Job Placement, il prof. Alessandro Silvestri presidente di ALACLAM.