FROSINONE – 04 MAR – Verrà firmato giovedì mattina, tra il ministro dell’Ambiente Costa ed il Presidente della Regione Lazio Zingaretti, il protocollo per l’avvio dell’Accordo di programma per il risanamento del SIN del Fiume Sacco. L’appuntamento è alle 11:00 all’interno della Prefettura di Frosinone. Complessivamente, – fa sapere la Prefettura – nel corso dei prossimi anni, dovrebbero essere disponibili circa 53 milioni di euro per le operazioni di bonifica.

            Finalmente quindi si è arrivati al momento cruciale, quello di svolta, in cui prende il via ufficialmente la fase più importante della bonifica della Valle del Sacco. I soldi messi a disposizione, oltre che alla bonifica di undici siti, di cui dieci in Ciociaria ed uno a Colleferro, serviranno anche per avviare indagini epidemiologiche e piani di caratterizzazione per quel che riguarda i terreni agricoli potenzialmente contaminati.

            L’area da bonificare si estende sul territorio di 19 comuni in due province e le principali criticità riguardano le aree produttive presenti nelle diverse zone industriali, in particolare a Ceccano e Ceprano, dove sono stati conclamati interramenti di rifiuti o contaminazione dovuta da sostanze tossiche. A Ceprano la palma degli interventi più corposi, con poco più di 7 milioni di lavori immediati, dove la somma più ingente viene spesa per la ex Olivieri. Segue Ceccano con circa tre milioni di euro su tre siti, mentre la stessa somma verrà impiegata per la ex polveriera di Anagni. Circa un milione per la messa in sicurezza della ex discarica di Via Le Lame. Mentre per quanto riguarda lo studio e la caratterizzazione, quattro milioni verranno impiegati per le aree agricole, circa 1,7 per il monitoraggio delle acque e poco meno di un milione per l’analisi epidemiologica. A Colleferro la bonifica riguarderà la zona Arpa2 ed il comprensorio Caffaro Chetoni Feniglicina, in totale quasi sei milioni di interventi.

            Da qui partirà prima tutta la fase progettuale e di analisi propedeutica ai lavori e successivamente i monitoraggi delle acque e l’indagine epidemiologica, il tutto entro il 2020, così come verranno svolti gli interventi di immediata messa in sicurezza per un totale di poco meno di 30 milioni. Una volta effettuati i primi interventi più urgenti dovranno essere programmate le attività da svolgere con i restanti 23 milioni di euro. Il tutto entro e non oltre il 2023.