FROSINONE – 06 GEN – Non è solo il budget a disposizione per i saldi che diminuisce a fare da termometro e misurare quindi la crisi economica. Ad un livello più elevato la crisi viene misurata in base allo stato di salute delle imprese perché sono quelle che contribuiscono a far girare l’economia e quelle che danno posti di lavoro. Il Sole24Ore ha quindi preso in esame 56 tribunali italiani, tra cui Frosinone e Cassino, per scoprire dal 2011 al 2014 quante sono state le aziende fallite.
Un’indagine, quindi, incentrata sui fallimenti, quelli dichiarati e quelli concordati, cioè quelli in cui viene accertata l’insolvenza dell’imprenditore perché non più in grado di pagare i suoi creditori e quelli in cui imprenditore e creditori si mettono d’accordo affinchè il primo non venga dichiarato fallito.
In questo contesto Frosinone è al 18esimo posto con 285 procedure; Cassino al 35esimo con 140 procedure.
In tre anni le cose sono peggiorate, soprattutto per il capoluogo ciociaro, in quanto rispetto al 2011 a Frosinone c’è stato un aumento dell’86%, mentre a Cassino un aumento del 44%.
L’altro capitolo dell’indagine sul quale si è concentrata l’attenzione degli economisti del “Sole”, riguarda debiti e sfratti e quindi il termometro passa dalle imprese alle famiglie.
Anche qui si assiste ad un aumento negli ultimi tre anni: salgono infatti i numeri che riguardano gli sfratti per morosità ed i ricorsi contro i decreti ingiuntivi, ovvero di quei procedimenti iniziati dai creditori in caso di mancato pagamento di un debito. Cassino è al 51esimo posto con un’impressionante variazione del 134% nel 2014 rispetto al 2011. Frosinone è 30esima, ma l’aumento è più contenuto, con una variazione percentuale del 36%