FROSINONE – 30 GEN – Il coma è irreversibile ed il paziente, malgrado fosse già gravissimo, è peggiorato negli ultimi anni. Il paziente in questione è il comparto edile ciociaro, un settore che ha trainato per decenni l’economia della provincia di Frosinone e che oggi pare non avere più speranze. I dati, preoccupanti, sono stati forniti dall’Ance di Frosinone che ha tirato le somme dell’anno appena trascorso. In Ciociaria, dal 2012 – anno in cui il settore era stato già pressoché distrutto – fino al 2014, la massa degli stipendi degli operai edili, è crollata da 80 a 50 milioni di euro.

Le imprese attive sono passate da 1886 del 2012 a 1441 nel 2014, con 450 aziende che hanno definitivamente chiuso i battenti. I lavoratori attivi sono passati da 9490 a 6483, tremila operai in meno. Un vero e proprio tracollo.

Di certo le istituzioni non stanno dando una grossa mano alle imprese: nonostante le azioni messe in campo dal governo, circa tre quarti delle imprese denunciano ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. In provincia di Frosinone la situazione più scabrosa riguarda i pagamenti degli enti locali su finanziamento regionale, su un campione di dieci aziende ciociare, è stato riscontrato un credito con la Regione di circa sei milioni di euro.

In ogni caso c’è bisogno di guardare al futuro e per questo ANCE ha messo in campo un piano di progetti in sinergia con le istituzioni, inserito in un documento di sviluppo da presentare agli enti preposti. Riqualificazione dei centri storici, infrastrutture urbane, messa in sicurezza del territorio, edilizia scolastica e reti d’impresa: queste le azioni su cui Ance si concentrerà in questo 2015.