LAZIO – 24 GEN – E’ servito un decreto legge, varato nel corso di un Consiglio dei Ministri straordinario, per chiarire chi deve pagare, e chi no l’Imu agricola sui terreni montani per il 2014 ed il 2015.
Con il decreto vengono esentati dal pagamento tutti i comuni montani, che in Italia sono ben 3456.
Si sono rivisti i criteri altimetrici e si è deciso di tornare alla classificazione Istat, abbandonando il parametro dell’altitudine: un criterio che prevedeva l’esenzione totale sopra i 600 metri di altitudine e parziale per i Comuni situati fra i 281 ed i 600 metri di altezza, e che era stato sancito con il decreto interministeriale del 28 novembre 2014.
La nuova classificazione introdotta dal decreto, valida dal 2015, ha effetto retroattivo e si estende anche all’anno 2014.
Nei Comuni già considerati esenti proprio con il decreto del 28 novembre, i contribuenti saranno esonerati dal versamento dell’imposta municipale propria sui terreni agricoli.
Ma che cosa cambia con il decreto appena varato? Con la nuova classificazione ora i comuni totalmente montani sono esenti dal pagamento dell’Imu agricola.

Nei comuni parzialmente montani vengono esentati dal pagamento tutti i terreni di proprietà o in affitto a imprenditori agricoli o coltivatori diretti.

Per i comuni non montanti con il decreto del governo il temine di pagamento è posticipato al prossimo 10 Febbraio e non più entro il 26gennaio, come era fino alle scorse ore.

Il decreto ha trovato la soddisfazione di Coldiretti secondo cui il governo ha dimostrato grande sensibilità nei confronti di quanti vivono e lavorano nelle arre di montagna.
Di tutt’altro avviso il Copagri, la federazione dei produttori agricoli, secondo cui non si risolve nulla e l’agricoltura, al contrario, si trova a pagare la necessità di fare cassa.