FROSINONE – 25 OTT – Sulla vicenda del riconoscimento di area di crisi complessa per la provincia di Frosinone e dei benefici previsti dal governo è necessario ripercorrere brevemente le date per provare a fare chiarezza. Originariamente per le 9 aree già esistenti in Italia, erano stati previsti dal Governo a fine estate, queste agevolazioni: prolungamento della cassa integrazione straordinaria prolungata di 12 mesi per tutti quei lavoratori che la esauriranno entro il 31 dicembre 2016. Inoltre, un sussidio da 500 euro al mese per un anno a chi è rimasto senza ammortizzatori, condizionato però alla disponibilità di intraprendere percorsi formativi o di riqualificazione professionale indicati dalle Regioni.

Il 12 settembre il MI.SE. ha riconosciuto ulteriori 5 nuove aree di crisi complessa quali,   i 47 Comuni della provincia di Frosinone, e una piccola parte di Roma, oltre ai territori di Savona – Terni- Porto Torres e Porto Vesme. Il 7 ottobre sulla Gazzetta ufficiale nr 235 è stato pubblicato il Decreto legislativo, n. 185/2016 afferente Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 15 giugno 2015, n. 81 e 14 settembre 2015, nn. 148, 149, 150 e 151, a norma dell’articolo 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (16G00198).  In pratica alcune norme sul lavoro e le relative coperture finanziarie.

Ebbene, nel citato Decreto, all’Art. 2 Modificazioni al decreto legislativo n. 148 del 2015, al comma 1 alla lettera f) è scritto quanto segue “Con riferimento ai trattamenti di integrazione salariale e di mobilita’, anche in deroga alla legislazione vigente, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono disporre nell’anno 2016 l’utilizzo delle risorse ad esse attribuite in misura non superiore al 50 per cento anche in deroga ai criteri di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 1° agosto 2014, n. 83473, ovvero in eccedenza a tale quota disponendo l’integrale copertura degli oneri connessi a carico delle finanze regionali o delle risorse assegnate alla regione o alla provincia autonoma nell’ambito di piani o programmi coerenti con la specifica destinazione, ai sensi dell’articolo 1, comma 253, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, destinandole preferibilmente alle aree di crisi industriale complessa di cui all’articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazione dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.”

Volendo dare una interpretazione, più o meno coerente al testo, in pratica nel decreto è stata introdotta una norma che assegna nuove risorse alle Regioni per la cassa integrazione e per la mobilità in deroga 2016, quindi sarebbero salvaguardati i 12 mesi ulteriori di ammortizzatori sociali. Tuttavia è sparito però di colpo nel decreto ogni riferimento ai 500 euro/mese  previsti per coloro che partecipano ai percorsi di formazione promossi dalle Regioni. Il sospetto, che è quasi una certezza, è che le risorse finanziarie destinate dal Governo per le aree di crisi complessa, fossero sufficienti solo per le prime 9 aree, mentre sarebbero rimaste senza coperture le ulteriori 5 riconosciute successivamente, quindi anche Frosinone. E’ chiaro che queste risorse aggiuntive dovranno essere assolutamente previste nella legge di stabilità 2017 del Governo Renzi. Non è pensabile infatti che siano stati trovati subito i soldi, ben 130 milioni di euro per i 5887 forestali della Calabria, mentre si ha difficoltà a individuare risorse per la riqualificazione professionale, che restituirebbe pure dignità, per i lavoratori della provincia di Frosinone.

Non esistono lavoratori di seria A e di serie B.

Per questo principio imprescindibile sono pronto ad ogni genere di battaglia.