FROSINONE – 23 OTT – Il lavoratore che chiede il riconoscimento della inabilità temporanea generata da una malattia professionale ha pari diritti e tutele di chi invece la richiede a seguito di infortunio sul lavoro.

La sentenza è stata pronunciata dal giudice del lavoro di Frosinone nella causa promossa dal patronato Epaca di Coldiretti che, prima di rivolgersi alla magistratura, aveva invano chiesto all’Inail di riconoscere la condizione di inabilità temporanea assoluta di una propria associata – una coltivatrice diretta affetta da tunnel carpale – come status che dà diritto, oltre al risarcimento del danno biologico, anche alla indennità già riconosciuta a chi resta vittima di infortunio sul lavoro.
La tesi del patronato Epaca è stata pienamente recepita nella sentenza che, equiparando la inabilità temporanea da malattia professionale a quella derivante da infortunio, ha sancito il diritto del lavoratore a ottenere in entrambi le fattispecie non solo il risarcimento del danno biologico, ma anche la indennità per tutto il periodo della inabilità al lavoro.

“Finora chi ha dovuto lasciare temporaneamente il proprio ambito professionale per l’insorgere di una patologia – spiega Marilena Tombolillo, responsabile provinciale del patronato Coldiretti – è stato di fatto discriminato rispetto a chi si infortunava sul lavoro. La sentenza riequilibra le sorti e il trattamento risarcitorio di tutti coloro, non solo coltivatori diretti, costretti a fermarsi per l’una o per l’altra causa apprestando, come sancito nella sentenza del tribunale del lavoro di Frosinone, medesimi diritti e medesime tutele.