FROSINONE – 30 GEN – Inquinamento atmosferico, polveri e ozono fuori controllo, responsabili di patologie e morti premature. Situazione critica nell’area della pianura padana e nelle grandi città del centro-sud. Questo il quadro disegnato dal rapporto ‘Mal’aria 2015’ messo a punto da Legambiente, in cui si punta l’indice sul “trasporto su strada” tra le “principali fonti inquinanti in città”. Proprio le aree urbane sono quelle più in sofferenza per lo smog: 32 capoluoghi hanno registrato dall’inizio dell’anno oltre 10 giorni di superamento della soglia massima quotidiana consentita di PM10, (cioè micro particelle, per le quali il limite è di 35 superamenti in un anno); in testa alla classifica per le polveri sottili ci sono Frosinone e Parma con 20 giorni di superamento del limite. Ma anche alcune grandi città del centro-sud come Roma (12 giorni di superamento) e Napoli (11). Secondo il monitoraggio di Legambiente nel 2014 ci sono stati 33 capoluoghi su 88 (37%) in cui almeno una centralina urbana ha superato il limite di giorni consentiti. Prima è ancora Frosinone con 110 giorni di superamento; seguono Alessandria (86) e Torino, Vicenza e Benevento (77). Tra le situazioni più preoccupanti per il PM10, il Veneto dove il 92% delle centraline supera il limite dei 35 giorni consentiti (a parte Belluno), poi Lombardia (68%), Piemonte (50%), Campania (44%), Lazio (33%), Emilia Romagna (30%). Per Legambiente “i livelli di esposizione dei cittadini rimangono elevati”, per questo chiede un Piano urgente di intervento.