FROSINONE – 24 APR – Ha avuto effetti devastanti la gelata di venerdì scorso in buona parte del basso Lazio. Ha compromesso diverse produzioni agricole, messo in ginocchio un lungo elenco di aziende. Al punto che in Regione si parla già di calamità naturale.

            Nel nord della provincia di Frosinone, nell’area di Anagni – Piglio – Affile ci sono vigneti di Cesanese e Passerina che hanno visto bruciato, in una sola notte, il 30% della produzione. Scendendo più a valle la gelata ha provocato danni ancora maggiori: ci sono aziende con danni tra il 50 ed il 60%.

Conseguenze serie anche in Valcomino. Nella piana di Alvito, verso Sora, l’entità dei danni varia a seconda della zona: i vigneti di Cabernet più in alto o più riparati hanno riportato danni contenuti; quelli più in pianura e più esposti sono stati gelati dal 30 al 40% del totale.

A Pontecorvo si stanno valutando le conseguenze sulle produzioni di ortaggi, in particolare su peperoni e pomodori.

            Nella zona di Cisterna di Latina il gelo ha rovinato sia i vigneti che le produzioni di kiwi.

Solo nell’area del Pontino e della Provincia di Roma si stimano danni per almeno 10 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i danni in Ciociaria che verranno segnalati martedì in Regione.

Cisterna invece ha già inviato alla Regione Lazio la richiesta di attivazione della procedure per ottenere il riconoscimento dello stato di Calamità Naturale. Per giovedì, il Comune ha convocato Coldiretti, Confagricoltura e Confederazione Agricoltori per fare il punto.

Ma la situazione viene considerata seria anche ad Aprilia dove Coldiretti registra altri danni ingenti da gelate.

L’organizzazione agricola sta chiedendo l’istituzione di un tavolo di crisi in Regione, con l’assessorato, il settore decentrato, i Comuni maggiormente interessati, le organizzazioni degli agricoltori ed i rappresentanti dei produttori.