Battuta di arresto nelle trattative tra sindacati e azienda per il futuro dei dipendenti Unicoop Tirreno.

Da una parte Cgil, Cisl e Uil, dall’altra la società: sul tavolo la ristrutturazione della rete commerciale del Sud del Lazio, con la chiusura dei punti vendita di Pomezia via Cavour, Velletri, Aprilia e Frosinone. Per i 135 dipendenti coinvolti la cooperativa di consumatori è stata irremovibile: pretende dai sindacati mano libera sui trasferimenti coatti anche oltre i 100 km di distanza. E qui la trattativa si è arenata.

Le organizzazioni sindacali hanno invece tentato in extremis di risolvere la vertenza consegnando alla direzione aziendale una proposta scritta: contempla 40mila euro di incentivo all’esodo volontario oltre ad una indennità di trasferimento per chi volontariamente si candidasse ad essere trasferito in negozi più distanti da quelli di Roma o in alternativa trasferimenti presso i negozi di Roma per chi non dovesse accettare l’incentivo all’esodo o il trasferimento incentivato negli altri negozi della rete. Unicoop Tirreno si è riservata di ragionare sulla proposta.

Il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice: «Pensare di adoperare strumentalmente una intesa con le organizzazioni sindacali e volere comunque mano libera nell’operare i trasferimenti coatti anche a più di 100 km di distanza – ha detto – è una posizione incomprensibile e che il sindacato unitariamente ha sempre rigettato nei confronti di qualsivoglia azienda». «Le imprese cooperative, per i valori che incarnano nell’ambito dell’economia del nostro paese – ha concluso il sindacalista – dovrebbero essere maggiormente sensibili alle ricadute sociali che i piani di riorganizzazione e ristrutturazione inevitabilmente producono».