FROSINONE – 18 APR –  Per gli allevatori ciociari e pontini è una grande vittoria, per i consumatori è una garanzia di tranquillità. Scatta, infatti, l’obbligo di indicare sull’etichetta del latte e di tutti i prodotti lattiero-caseari realizzati in Italia la provenienza della materia prima.

Secondo il monitoraggio effettuato da Coldiretti due confezioni di latte a lunga conservazione su tre sono già in regola con la nuova etichetta di origine che consente di smascherare il latte straniero finora spacciato per italiano.

Situazione più diversificata, invece, per yogurt e formaggi anche perché il provvedimento prevede che sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, smaltire le scorte con il sistema di etichettatura precedente.

Con l’etichettatura di origine finisce quello che Coldiretti definisce l’inganno del falso Made in Italy. Si conclude positivamente una lunga battaglia dell’associazione degli allevatori in favore della trasparenza richiesta dai consumatori italiani. La legge si applica a ogni genere di latte – vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.

Con l’etichettatura di origine obbligatoria per il latte a lunga conservazione e dei suoi derivati si realizza un altro passo importante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui però ancora 1/3 della spesa degli italiani resta anonima.

Dalle frontiere – sottolinea Coldiretti – passano ogni giorno 24 milioni di litri di materia prima dall’estero per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori. Con l’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine del latte in etichetta si cambia passo.