ROMA  – 27 MAR – In Regione è guerra sull’uscita dal commissariamento della sanità laziale. Se l’assessore D’Amato la vede prossima, e novità importanti potrebbero esserci già  nella nuova riunione del tavolo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’opposizione mette in evidenza come si tratti soltanto di annunci: per pasquale Ciacciarelli, consigliere regionale di Fi, è solo «uno spot elettorale che non si tramuta mai concretamente in realtà. Anche l’eventuale uscita dal commissariamento non sarebbe  certamente la panacea di tutti i mali, ma – dice – un punto di partenza per pensare ad una nuova governance della sanità del Lazio, che metta al centro il malato e le cure».

Intanto, sempre a proposito di sanità, parte il  corso di specializzazione per medici di base nel Lazio.

Si tratta di un corso triennale riservato ai laureati in Medicina e Chirurgia, che consente al suo termine di esercitare la professione di Medico di Medicina Generale nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale.

Per il triennio 2018/2021 sono stati ammessi 174 medici tirocinanti, il doppio dei partecipanti degli anni precedenti.

«Nel Lazio operano circa 4.500 medici di medicina generale – fa notare l’assessore alla sanità D’Amato – ma il saldo tra chi si diploma ogni anno e chi va in pensione è negativo da molti anni. Ecco perché è importante invertire questa tendenza e tornare ad investire sul personale».

Nella Regione Lazio, il corso è organizzato da 4 ASL che svolgono il ruolo di capofila di area didattica territoriale: ASL Roma 1, ASL Roma 2, ASL Roma 3 e ASL Latina, alle quali sono assegnati tutti i tirocinanti, in base alla posizione in graduatoria e alla prossimità con la propria residenza.