FROSINONE – 23 GIU – Per chiarire l’origine e le cause dell’incendio alla Mecoris ci vorranno tempo e lavoro. L’area intanto è stata sequestrata. La polizia, in particolare gli investigatori di Volanti e Squadra Mobile, hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza, perché quell’azienda, dicono gli inquirenti, era stata già oggetto di danneggiamenti e furti nei mesi scorsi, pertanto non si esclude alcuna ipotesi. Sul posto anche i Carabinieri Forestali e la Polizia Locale. Ora si attende la relazione dei vigili del fuoco per chiarire la vicenda relativa all’incendio che si è sviluppato nel pomeriggio di domenica all’interno dell’azienda di trattamento rifiuti domato solo alle prime ore di lunedì, grazie al lavoro di cinque squadre di pompieri del comando provinciale di Frosinone.

La città questa mattina si è svegliata avvolta da una spessa coltre di fumo, con l’aria ancora irrespirabile nei pressi dell’impianto. Cosa sia bruciato con esattezza ancora non è dato sapere, certo è che la qualità dell’aria in città, già ampiamente compromessa, ha subito un altro duro colpo. Ora, per conoscere le conseguenze sull’aria si attendono i risultati dei rilevatori Arpa recuperati dopo le prime ore di incendio in mattinata ed inviati nei laboratori di Roma. In un post su Facebook l’Arpa stessa sottolinea che a quanto risulta sia bruciato un deposito che conteneva carta riciclata ed imballaggi in plastica, ma l’esatta tipologia dei materiali andati in fumo si potrà avere solamente ad operazioni di messa in sicurezza completate, concludono dall’agenzia.

I primi dati sulla qualità dell’aria intanto sono stati forniti dalle centraline ANCLER, quelle piazzate dall’associazione medici di famiglia per la salute di Frosinone. La qualità dell’aria, specie questa mattina, è risultata pessima un po’ ovunque nella zona, con particolare riferimento alle PM 2,5 le cosiddette polveri ultrasottili. Con il passare delle ore, sempre secondo le stesse centraline, la situazione sembra essere migliorata uscendo dai livelli di allarme.

Nella serata di ieri il Ministro Costa è intervenuto sul suo account Twitter sottolineando che le indagini sono già in corso e che lo Stato è presente e vigile su quanto accaduto. Le prossime ore saranno fondamentali per avere le prime risposte, intanto la popolazione, soprattutto sui Social è letteralmente terrorizzata, sottolineando tutta la rabbia e la paura per un fenomeno che aggiunge altro peso ad una situazione già complicata, come quella ambientale nella Valle del Sacco.