Nuova manifestazione dei fedeli della Chiesa Universale della Nuova Gerusalemme nel centro di Gallinaro. Hanno manifestato per sollecitare il sindaco a revocare l’ordinanza con cui sta bloccando i lavori per il completamento delle fogne al servizio della struttura di preghiera e di accoglienza realizzata in paese.

Il sindaco Mario Piselli aveva fermato i lavori dopo l’intervento del Corpo Forestale dello Stato. Un’ispezione aveva ipotizzato lavori abusivi e difformi dal progetto. Il tribunale del Riesame nei giorni scorsi aveva revocato il sequestro. Ma il sindaco aveva mantenuto lo stop ai lavori, in attesa di conoscere le motivazioni.

Nelle ore scorse, quelle motivazioni sono state pubblicate. In particolare i giudici hanno affermato che «può conseguentemente escludersi … che vi sia stata la realizzazione ex novo di un tracciato o la modificazione di una preesistente strada sterrata» (…) «Sembra piuttosto accertata una operazione di scavo su tracciato in massima parte preesistente, un’apposizione di condutture sotterranee e chiusura successiva del percorso sottotraccia, con un intervento che appare prevalentemente ed integralmente descritto nella SCIA (la segnalazione di avvio lavori che sui deposita in Comune) in atti; che risulta di entità minima, in funzione strettamente strumentale all’obiettivo da raggiungere; che sembra inidoneo in concreto a mettere in pericolo o a pregiudicare il bene assoggettato a tutela paesaggistico- ambientale».

Quindi – hanno evidenziato i legali dei fedeli del Bambinello di Gallinaro – «nessun abuso, né edilizio né ambientale».

In una nota, la Chiesa Universale della Nuova Gerusalemme in queste ore ha nuovamente esortato il sindaco a «sbloccare la situazione e consentire la ripresa delle lavorazioni». Sostiene che non ci siano più ostacoli «dato che le motivazioni del Tribunale del Riesame sono documentate, esaustive, chiare e perentorie. Ciò consentirebbe di poter tornare a vivere un clima di distensione e serenità nell’intera Comunità locale, che tutti a parole invocano ma che nei fatti alcuni compromettono con il loro comportamento ostinato e per niente collaborativo, non corretto».