ROMA – 14 MAR –  Le reclutavano a Roma, poi le portavano nel frusinate a vendere il proprio corpo. E’ quanto emerso nei nove mesi di   indagini e appostamenti   condotti dalla polizia locale di Roma Capitale.

Gli agenti in mattinata hanno fatto  irruzione in un appartamento della  Borghesiana. Lì  hanno trovato ed acquisito   materiale utile a confermare l’ipotesi investigativa: l’esistenza di una organizzazione Nigeriana ben radicata a Roma che da tempo era dedita alla compravendita di  ragazze, alcune delle quali minorenni, acquistate dalle stesse famiglie oppure offerte come risarcimento per sanare debiti contratti  in patria e da saldare all’organizzazione criminale.

A Roma i poliziotti hanno accertato che la gestione delle ragazze era affidata a donne, che curavano contabilità e controllo. Gli uomini invece erano  addetti alle punizioni, qualora qualche ragazza trasgredisse le regole.

In mattinata molte di quelle giovani, prostitute a Frosinone, sono tornate libere grazie all’intervento della polizia locale  che nel corso del blitz ha sequestrato  i libri contabili della banda e  8.000  euro in contanti.

  Ma oltre allo sfruttamento e alle  violenze, gli agenti hanno accertato che le giovani  subivano intimidazioni e minacce e a loro venivano inflitti  dolorosi riti Vodoo. Per le ragazze, oggi tornate libere, è stato disposto  un supporto  psicologico utile ad iniziare un nuovo percorso di rinascita.