ALATRI – 24 LUG – Alla fine ha trovato il coraggio di andare lì, dove suo figlio è stato ucciso: da sola, senza chiedere aiuto o sostegno a nessuno, neanche alla figlia. E’ andata in quella piazza la signora Lucia, la mamma di Emanuele Morganti. In piazza Regina Margherita, davanti al portone che una volta era l’accesso al Mirò: è rimasta lì per un po’, cercando una spiegazione, un perché, cercando di capire cosa sia successo davvero. Sul muro adiacente alla porta del locale dove suo figlio voleva solo trascorrere una serata tra amici, ha iniziato a leggere: tante frasi, scritte da amici, da conoscenti, o da chi Emanuele l’ha conosciuto solo dopo quella drammatica notte. È stata lì un po’ di tempo, leggendo e rileggendo quelle parole, poi ha deciso che anche lei voleva lasciare il suo messaggio: cosa avete fatto a mio figlio? Ti amo, Mamma. Questo ha scritto. Ma proprio mentre lo faceva, è stata avvicinata da un signore . L’ha in qualche modo rimproverata, dicendo che stava imbrattando i muri di una proprietà privata e che se non si fosse fermata avrebbe chiamato i carabinieri: questo il racconto di mamma Lucia alla figlia Melissa. Le ha spiegato che lei si è voltata piangendo, dicendo che era la madre di Emanuele. Ma che quel signore avrebbe continuato, con toni molto forti. E a quel punto Lucia non ha retto più quel tumulto di rabbia e rancore che covava dentro, per quello che suo figlio ha subito: ha iniziato ad urlare anche lei, chiedendo perché i carabinieri non li avessero chiamati quella sera, quando Emanuele veniva ucciso. È Melissa a raccontare tutto questo, aggiungendo che ancora una volta nessuno è intervenuto a sostegno della madre: tutti a guardare, ha chiosato, zitti di fronte a questa ennesima violenza.  Un’altra volta.