AMASENO – 27 NOV – “Siamo abituati a guardare alla terra con disinteresse, pensiamo di poterla sfruttare liberamente. Non facciamo la raccolta differenziata e buttiamo la monnezza sulle piazzole delle superstrade perchè pensiamo che, tanto, quella mica è casa nostra? E invece anche quella è casa nostra, ecco perché dobbiamo imparare a rispettarla, la terra.

Crediamo di essere onnipotenti, di non dover mai chiedere scusa, poi arriva il terremoto o finiamo sott’acqua per un’alluvione, tutto crolla e allora, all’improvviso, capiamo che non siamo affatto onnipotenti. È ora di imparare a guardare agli altri, come anche alla terra, con misericordia”.

Un’omelia improntata alla conversione ecologista, quella pronunciata dal vescovo di Frosinone, Ambrogio Spreafico, ad Amaseno, dove le due federazioni ciociara e pontina della Coldiretti hanno celebrato la Giornata del Ringraziamento.

“Impariamo a dire grazie, a migliorare noi stessi, a cambiare cominciando da noi, senza star lì solo a pretendere dagli altri. E cominciamo a guardare alla nostra povera madre terra – ha esortato il vescovo – con misericordia e bontà perché non si ribelli al nostro egoismo”.

Sotto le navate, oltre duecento imprenditori agricoli arrivati da tanti comuni delle province di Frosinone e Latina. Ai primi banchi, il direttore della Coldiretti del Lazio Aldo Mattia, il direttore delle federazioni ciociara e pontina Paolo De Ciutiis, i presidenti provinciali Vinicio Savone e Carlo Crocetti, il sindaco di Amaseno Antonio Como e il consigliere provinciale di Frosinone, delegato alle politiche agricole, Danilo Magliocchetti.

“La Terra – ha ricordato Spreafico – non è nostra, ci è stata data in consegna, dobbiamo rispettarla ed amarla perché essa continui a darci i suoi frutti”. Finita la santa messa, nel piazzale della Collegiata la tradizionale benedizione dei trattori e dei mezzi agricoli. Poco prima, uscendo dalla chiesa, il vescovo aveva ringraziato la Coldiretti “perché voi portate segni di speranza e per il grande lavoro che state facendo per favorire il recupero del valore della terra” e poi l’amministrazione comunale di Amaseno per “la preziosa collaborazione avviata con la Diocesi per poter rendere di nuovo fruibile il complesso dell’Auricola”.