ANAGNI – 25 SET – O il comune installa i contatori idrici alle utenze del quartiere San Bartolomeo, oppure staccheremo l’acqua. E’ questo quanto sollecita Acea Ato5 al comune di Anagni dando anche un ultimatum: il 30 settembre prossimo. Ad essere coinvolte, fa sapere il gestore del servizio idrico, circa 400 utenze che da anni usufruiscono dell’acqua potabile, di fognatura e depurazione senza pagare alcun corrispettivo in denaro. Per Acea in quel quartiere si viola il principio di uguaglianza, ovvero ci sono persone che non pagano per un servizio che si deve pagare, a fronte di migliaia di cittadini che lo fanno e che vengono danneggiati da situazioni del genere.

     La situazione va avanti da tempo, ma un anno fa sembrava essere arrivata ad una soluzione: il comune aveva infatti sottoscritto un accordo col gestore impegnandosi ad emanare una specifica ordinanza entro venti giorni per obbligare i residenti a regolarizzare la loro posizione, sottoscrivendo il contratto e facendosi installare il contatore. Nella stessa ordinanza sarebbero stati consegnati anche tutti i nominativi di coloro i quali usufruiscono dell’acqua.

     Una promessa, dice Acea, non mantenuta però dal Municipio. Dalle stime del gestore sono circa due milioni e duecento mila euro i danni causati da questa perdurante situazione, soldi che sono mancati su tutto il territorio ciociaro per gli investimenti sulla rete idrica. Da qui quindi l’ultimatum di queste ore, in cui Acea ha chiesto al comune di adottare tutti gli atti necessari per garantire l’installazione dei contatori e comunicare i nomi entro e non oltre il 30 settembre. Altrimenti l’acqua non arriverà più a San Bartolomeo.