BARI – 07 NOV – 21 misure cautelari a carico di altrettanti soggetti che, secondo le indagini coordinate dalla Procura di Bari, avevano messo in piedi una vasta organizzazione di narcotraffico capace di far giungere in Italia attraverso   Portogallo, Spagna e Francia, tonnellate di hashish provenienti dal Marocco. Il duro colpo allo spaccio internazionale di droga è stato inferto dai militari del Gico del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Bari che all’alba hanno dato esecuzione ai 21 provvedimenti.

21 soggetti dunque di cui 11 avevano un ruolo apicale nel gruppo, ritengono gli inquirenti. Tra questi figura un 50enne barese attualmente detenuto nel carcere di Frosinone. Una carriera criminale dunque che lo aveva costretto già alla detenzione. Non solo droga tra le accuse mosse al 50enne che, secondo le indagini della procura di Bari, faceva parte del cerchio ristretto di chi dettava le regole all’interno dell’organizzazione di narcotraffico.

Una indagine che arriva oggi a conclusione, coinvolgendo Puglia, Lombardia, Veneto, Marche e Lazio, dopo tre anni di indagini avviate nel dicembre del 2014 da un primo ingente sequestro di droga  proprio nel cuore dell’Italia. A Civitavecchia, infatti, fu intercettato  un carico di hashish di oltre mezzo quintale. Da lì partirono le indagini. I carabinieri cercarono subito di capire la provenienza dello stupefacente e soprattutto la piazza d’arrivo. Da qui è stata ricostruita la filiera, attraverso blitz e sequestri. In 36 mesi sono state intercettate 2 tonnellate e 6 di hashish che – ritengono i finanzieri – una volta finite nel mercato dello spaccio, avrebbero fruttato oltre 3 milioni di euro.  Oggi, oltre alle 21 misure cautelari, di cui 4 in Spagna, sono stati posti  i sigilli  a beni per circa 5 milioni di euro. Si tratta di case, complessi aziendali, quote societarie, denaro contante riconducibili agli arrestati. Un patrimonio milionario che – secondo le accuse – era stato accumulato attraverso  il traffico internazionale di droga.