Calcio – Frosinone: quello “scatto” atteso e che non arriva (mai)… e quella brutta “capacità” di farsi del male da solo

FROSINONE – 15 APR – Quando le cose non vanno come sperato ci si aggrappa a varie componenti per capire il perché.

In questo Frosinone l’impressione è che molto, forse tutto, sia una questione di testa più che di moduli.

Un Frosinone che continua a viaggiare a corrente alternata e che pure è lì affiancato al Palermo perché questo campionato, eccezion fatta per l’Empoli, di innestare il turbo lassù pare non averne grande voglia.

Ma di certo, chiariamolo, non può passare il “mal comune mezzo gaudio”, perché le giornate sono sempre di meno e la situazione verso la promozione diretta rimane alquanto ingarbugliata.

L’occasione sciupata sabato, i due punti persi sotto la bandiera a scacchi, sono un altro pugno assestato al già fragile morale di una squadra che fa fatica a sciogliersi. Basti pensare al primo tempo contro i liguri quando abbiamo visto un  Frosinone spaesato, intimorito non si sa bene di che cosa, quasi incapace di dare segnali di vita.

Se solo nella ripresa abbiamo visto una squadra diversa allora non può essere una questione fisica. Il problema deve essere principalmente di testa.

Una squadra, quella giallazzurra, che sembra avere anche la straordinaria capacità di farsi del male da sola: era accaduto con il Perugia, è accaduto in un momento topico contro lo Spezia per una ingenuità. Un’ingenuità che, a conti fatti, è costato il secondo posto in solitaria e allo stesso tempo la mancata fuga sul Parma e Bari.

Se per mesi abbiamo detto e scritto che la differenza la fanno i particolari, beh proprio questi stanno venendo meno. Ed il Frosinone non se lo può permettere se vuole cullare le speranze di promozione diretta. Ogni volta che si chiede uno scatto a questa squadra questo non arriva, puntualmente, mai. Non può essere una casualità. Il problema principale, a nostro avviso, è proprio questo.

Se il ritiro doveva servire a rigenerare la squadra l’obiettivo non è stato di certo centrato. Longo, che le sue colpe evidentemente le ha, in questa fase più che l’allenatore sembra dover fare più che altro lo psicologo per capire che male abbia la sua squadra mentre l’ambiente giallazzurro è sempre più inquieto.

In questo clima il Frosinone può ripartire da un elemento: nonostante gli errori, nonostante la capacità di farsi male da solo, può ancora rimediare: lo dice la classifica.

Ma serve un’altra testa per non buttare al mare un’altra stagione: ed allora da Avellino, anche se ogni volta che lo auspichiamo poi non si avvera, ci attendiamo quello scatto che davvero sembra non arrivare mai.