CASERTA – 06 NOV – Furti e rapine in abitazioni anche nel basso Lazio: quattro persone sono finite in carcere ed una ai domiciliari. L’operazione porta la firma dei carabinieri della Compagnia Carabinieri di Caserta. Una lunga indagine che ha portato ad individuare una banda composta da 5 persone, quattro delle quali dedite ai furti e alle rapine in abitazione, il quinto nella ricettazione del bottino.

Per gli inquirenti i componenti della banda sono i responsabili di 34 rapine e 18 furti in abitazione, avvenuti nelle province di Caserta, Benevento, Avellino, Frosinone e Latina, dal 01 gennaio 2017 al 10 gennaio 2018. I furti sono stati commessi in diversi centri delle province di Frosinone e Latina, mentre le rapine accertate riguardano il febbraio 2017 a Pontecorvo e altri tre episodi violenti tra aprile e novembre dello stesso anno a Minturno. Una mappa ricostruita grazie al Gps dell’auto che la banda utilizzava.

Le indagini sono scattate dopo una rapina avvenuta il 25 maggio nel casertano, dove 4 persone a volto coperto si erano introdotte all’interno della casa forzando una porta-finestra, sorprendendo il proprietario e la famiglia nel sonno.  Dopo averli minacciati hanno preso alcuni gioielli e sono fuggiti. Le vittime, riferirono ai militari che i 4 avevano l’accento campano. I carabinieri hanno scoperto che prima di agire nei vari colpi, facevano dei sopralluoghi durante il giorno per selezionare gli obiettivi, abitazioni isolate e occupate principalmente da persone anziane. Una volta individuate le case e studiate le abitudini delle vittime la banda passava alla fase esecutiva.

Il gruppo operativo, solitamente composto tre o quattro persone, raggiungeva l’abitazione a piedi passando per le campagne ed attendeva che le persone all’interno andassero a dormire per poi colpire. I militari hanno accertato che la banda agiva approfittando del sonno delle vittime ma in alcuni casi di tentativi di resistenza, non hanno esitato ad usare la violenza come avvenuto nel corso di una rapina nel giugno 2017. L’indagine ha inoltre consentito di risalire all’attività di “Compro Oro”, a Napoli in via Scialoia, dove venivano ricettati i preziosi rubati.