Cassino – Fca, calano le auto prodotte. I dati della Fim -Cisl

CASSINO – 08 OTT – Cala il numero di vetture realizzate negli stabilimenti Fca: la produzione nei primi nove mesi del 2018 è in flessione del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2017. I dati arrivano dalla Fim Cisl.

Quasi tutti gli altri stabilimenti del gruppo sono in negativo: Cassino è passata da 100.985 vetture prodotte al 30 settembre 2017 a 77.942 realizzate al 30 settembre di quest’anno. Il calo è del 22,8 %. Cioè 23 mila vetture in meno.

A Pomigliano il trend negativo si attesta a – 16,2%. Fanno peggio Mirafiori con un -31%, Maserati Modena con un -36,5%% e  Maserati Gruliasco con un -23,3%. In positivo troviamo solo Melfi e Sevel.

Il 2017 aveva rappresentato il dato in termini di volumi migliore dal periodo pre-crisi del 2013 con un + 76%. Solo lo stabilimento di Cassino, dal 2013 al 2017, era passato  79.050 vetture prodotte a 135.263.

Ora il totale dei volumi produttivi di Fca, confrontando i primi 9 mesi del 2017 con lo stesso periodo del 2018, è passato da 780.632 a 752.762, che in termini percentuali fa -3,6%.

Alla luce di questi numeri – dice Ferdinando Uliano, segretario Fim –  sono necessari gli investimenti previsti dal piano industriale 2018-2022 che destina agli stabilimenti italiani nei prossimi anni nove degli undici modelli previsti per l’area Europa. Quello che preoccupa il segretario, però, è la mancanza di certezza nei tempi di attuazione del piano stesso. Per la Fim è arrivato il tempo di accelerare lanciando le produzioni, le nuove motorizzazioni e gli investimenti sulla guida autonoma.

Anche perché nel corso del terzo trimestre 2018 si sono fermate le produzioni di Fiat Punto e Alfa Romeo MiTo, che in termini di volumi avranno il loro impatto maggiore nell’ultimo trimestre 2018.

Anche l’occupazione comincia a preoccupare il segretario Fim: l’azzeramento dell’uso degli ammortizzatori sociali negli stabilimenti italiani non c’è stato. La scelta di rallentare il completamento del piano ha avuto un impatto negativo sull’obiettivo della piena occupazione.

Certamente non si è nella situazione pre-piano industriale del 2014, dove l’uso di ammortizzatori sociali coinvolgevano oltre il 27% dei 66.200 dipendenti di FCA. Ma se fino a qualche mese fa gli ammortizzatori pesavano poco più del 8% della forza lavoro ora  – secondo il sindacato – si è in risalita con una percentuale che, secondo le loro stime, supera l’11%.

Uliano riconosce come la drammatica uscita di Sergio Marchionne abbia creato un comprensibile momento di assestamento nelle figure dirigenziali apicali del gruppo. Ora con l’attribuzione della responsabilità dell’area Emea a Pietro Gorlier, il nuovo AD Mike Manley deve incontrare le organizzazioni sindacali italiane e attuare in tempi brevi il piano, dando il via operativo ai nuovi prodotti e investimenti. Il leit-motive è questo: bisogna partire presto.

Ed intanto, a proposito di novità,  nello stabilimento FCA di Melfi, in queste ore, sono partite delle attività propedeutiche per affrontare la produzione del nuovo Jeep Renegade plug-in il cui lancio sul mercato è previsto entro i primi mesi del 2020.