CASSINO – 19 GIU – I sindaci hanno chiesto con forza un incontro con il governo per parlare del futuro dello stabilimento Fca di Cassino e convocato la direzione aziendale per riuscire a capire qualcosa di più sulla mission per il sito cassinate dei prossimi anni. Richieste ed azioni legittime di una consulta, ma una richiesta d’incontro già c’è ed è in attesa di essere calendarizzata.

E’ quella che hanno presentato nelle scorse settimane i sindacati firmatari ai vertici di FCA. L’incontro avverrà in autunno, ma ancora non c’è alcuna certezza su quando: settembre potrebbe essere un’idea, ma non ci si può scommettere. Fonti interne sottolineano che le segreterie stanno pressando altissimo l’azienda, ma nei mesi estivi appare impossibile avere una convocazione. In ogni caso sarà quella l’occasione in cui al 99% si saprà quali e quante macchine produrranno nei prossimi anni le fabbriche italiane. Si avrà la certezza o meno sul mancato arrivo di un suv più piccolo Maserati, una data sull’avvio del progetto di elettrificazione, livelli occupazionali.

Intanto in queste ore il governo è intervenuto sul momento di Fca attraverso le parole in commissione del sottosegretario al lavoro Durigon. “Considerata l’alta strategicità che il settore automobilistico riveste per l’economia nazionale – ha detto il rappresentante del governo – è nostro primario interesse garantire un futuro produttivo per tutti gli stabilimenti del gruppo Fca in Italia”. Parole che Durigon ha rafforzato sottolineando come: “Il potenziamento del piano di investimenti sul territorio italiano avrebbe come primo effetto che a beneficiarne sarebbe non solo l’azienda, bensì tutti quei lavoratori che con sacrificio e dedizione hanno contribuito a rilanciare il nostro marchio di bandiera del settore auto, in Italia e nel mondo”.

Ma il governo è impegnato anche in altro per quel che riguarda FCA: “Stiamo monitorando – ha detto Durigon – l’operazione Fca-Renault con l’obiettivo di avviare una partnership tecnologica che consenta lo sviluppo di nuovi prodotti e di implementare i volumi di attività per l’intero comparto”. Un comparto che per ora preoccupa il governo solo per quel che riguarda lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, l’unico – ha confermato il sottosegretario – sottoposto ad una verifica istituzionale”.