CASSINO – 26 DIC – Il Natale è una festa di luce. Da questa consapevolezza si muove l’omelia di Dom Donato Ogliari che dall’altare di Montecassino   celebra l’eucarestia  nella sera di Natale. Un appuntamento di fede e tradizione per la comunità cassinate che il 25 dicembre sale sul sacro Monte per chiudere la lunga liturgia natalizia avviata l’8 dicembre.

 Ed è la prima lettura del  profeta Isaia a ricordare quanto sia necessario affrancarsi dalle tenebre ed il Natale deve servire a questo. Il profeta parlava di un popolo che camminava nelle tenebre e che, a un certo punto, ha visto una grande luce. Nel racconto  della nascita di Gesù a Betlemme, si dice che all’annuncio dell’angelo ai pastori questi ultimi furono avvolti dalla luce della gloria del Signore . Ed è questa ricorda l’abate di Montecassino  “la grande notizia del Natale.” Cristo che viene tra la gente   per portarci la vita luminosa di Dio”.

Le tenebre rappresentano ai giorni nostri secondo l’esegesi della guida monastica tutti quegli elementi che oggi ci allontano dalla conoscenza, che ci impediscono di arrivare alla verità. Esistono le tenebre della solitudine,  quelle  dell’egoismo, della paura che tolgono la serenità interiore e generano sfiducia e diffidenza: la paura dell’altro,   della diversità, la paura di vivere in una società che tende a consumare tutto, anche le relazioni e gli affetti, la paura di un futuro incerto, dell’ingiustizia, del sopruso, dello sfruttamento, della violenza, della malvagità, della guerra. Sono queste le tenebre che il Natale deve saper diradare. Ma per farlo, ricorda Dom Donato Ogliari, servono coraggio ed umiltà.