CASSINO – 13 GEN – Il Sindaco del comune di Cassino, Carlo Maria d’Alessandro, ieri presso la sede dell’ente ha incontrato i primi cittadini di Sant’Elia Fiumerapido, Acquafondata, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Andrea del Garigliano, Cervaro eViticuso e il dirigente del sindaco CISL per i lavoratori Poste Italiane SLP, Mario Fiscariello. Al centro del dibattito il nuovo piano aziendale che da febbraio rimodulerà i servizi postali e prevedrà anche per la provincia di Frosinone dei tagli al personale.

“Poste Italiane è un azienda in utile ogni anno di circa un miliardo di euro. Il piano aziedale del dell’amministratore delegato e direttore generale del gruppo Poste Italiane S.p.A., Francesco Caio prevede il taglio entro il 2018 di 500 uffici postali e altri dovranno essere ridimensionati. Insomma nella seconda eventualità ad esempio, se un ufficio è aperto a giorni alterni con due unità sarà attivo sempre a giorni alterni con in servizio soltanto una unità. Inoltre dal 6 febbraio ai mesi di marzo e aprile sarà messa a regime la consegna della posta a giorni alterni e l’accorpamento delle zone che usufruiscono del servizio. Quindi oltre il 50% dei postini sarà tagliato.

Nella nostra provincia con questa riorganizzazione perderanno il posto di lavoro circa 100 persone e tutti sono convinti che questa circostanza impedirà il mantenimento degli standard di servizio.

Poste Italiane sta andando incontro ad una nuova fase di privatizzazione che deve essere necessariamente essere impedita. Al momento il 40% delle quote di Poste Italiane è detenuto dalle banche, il 35% dalla Cassa Depositi e Prestiti, e il 25% dello Stato. Ora, il 35% della CDP appartiene per il 28% allo Stato e il 7% alle banche. Il Ministro Padoan vuole cedere agli istituti bancari un ulteriore 30% delle quote, ovvero il 25% dello Stato e il 5% appartenente sempre allo stato dentro Cassa Depositi e Prestiti. Pertanto, a fine operazione le Banche avrebbero in mano il 77% di Poste Italiane S.p.A. con questa eventualità chiunque che abbia disponibilità finanziaria potrebbe fare un’operazione pubblica di acquisto (OPA), come successo in Telecom, e prendersi anche un’azienda che produce un miliardo di euro di utile l’anno.

Ho preso l’impegno di convocare al più presto l’assemblea dei Sindaci del Lazio Meridionale per fare fronte comune contro questa riorganizzazione che oltre a privatizzare Poste Italiane senza creerà serie criticità al servizio tuttora svolta dall’aziende in favore dei cittadini”. Ha concluso il Sindaco Carlo Maria D’Alessandro.