CASSINO – 15 GIU – Hanno tentato di truffare la Banca Popolare del Cassinate. Fingendo di avere un lavoro, di accreditare gli stipendi su un conto aperto presso l’istituto. Poi dopo un po’ chiedevano un prestito, usando come garanzia quegli stipendi che dovevano arrivare mese per mese. E poi i contratti di assunzione, le buste paga. Ma le carte erano tutte finte, costruite apposta per tentare la truffa.

Ad accorgersene, nel 2013, era stato l’ufficio ispettivo interno della Banca Popolare del Cassinate, che aveva notato subito qualche stranezza in quelle richieste di prestito da poche migliaia di euro ciascuna.

L’istituto ha segnalato tutto alla Procura della Repubblica e fatto scattare le indagini. Che si sono concluse in mattinata.

Il sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi ha avvisato 15 persone che ci sono chiari indizi contro di loro. E gli ha concesso venti giorni per farsi interrogare, portare nuovi elementi, depositare memoriali o perizie. Se non saranno elementi concreti quanto quelli d’accusa, il magistrato chiederà l’apertura di un processo per truffa.

Ora gli avvocati Siravo, Troiano, Montesano Cancellara, Fraioli, Avella, Di Mambro, Natale, Di Passio e Malafronte, stabiliranno la strategia difensiva.