CASSINO – 23 MAR  – Un chilo di marijuana sequestrato in un negozio   “Cannabis Light” di Cassino. Il blitz è stato condotto dagli agenti del commissariato che, oltre al sequestro, hanno denunciato il titolare del negozio per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

I certificati di cui il commerciante era in possesso non erano sufficienti per evitare i provvedimenti.  Le etichette riportate sui prodotti sequestrati richiamavano la Legge n. 242 del 2016   che permette agli agricoltori di coltivare cannabis con una soglia di THC, il principio attivo, fino allo 0,6 % senza alcuna ripercussione. La legge da la possibilità di coltivare e non di commercializzare. Prima infrazione.

Inoltre la cannabis sequestrata, ritengono gli agenti, non rispetterebbe la soglia imposta dalla legge 242, rendendola di fatto vera e propria ‘erba’.

Ma non solo perché gli agenti hanno rilevato che in quella cannabis c’era un’alta concentrazione di cbd, il cannabidiolo che   non ha ripercussioni per la salute essendo di fatto un antinfiammatorio e un rilassante naturale ma, oltre una tale soglia, quella riscontrata nella merce sequestrata, diventa un farmaco e quindi va venduto in altri luoghi e sotto l’autorizzazione dell’agenzia italiana del farmaco.

L’ultima infrazione rilevata riguarda la tracciabilità di quella cannabis.  La merce  proveniva dall’estero ma non il titolare non ha saputo dare accurate spiegazioni riguardo alla varietà e all’origine, informazioni indispensabili per legge per certificarne la legalità. Le indagini degli agenti del commissariato non si fermano qui. Altri sono gli elementi su cui gli uomini del vicequestore Alessandro Tocco vogliono vederci chiaro