FONDI – 30 OTT – C’è grande soddisfazione tra gli organizzatori e i partecipanti al convegno “Il ruolo della Banca del territorio a supporto dell’economia reale. La sfida digitale”, promosso dalla FIRST CISL e che si è tenuto a Fondi nei giorni scorsi.

Prestigioso il tavolo dei relatori, guidato dal capo servizio Economia dell’Ansa, Andrea D’Ortenzio e al quale erano invitati il segretario generale della First Cisl nazionale, Giulio Romani, la segretaria regionale First Cisl Lazio, Maria Veltri, il segretario generale della First Cisl Latina, Antonio Viola, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il vice capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d’Italia, Paolo Angelini, il presidente di Confcommercio Lazio Sud, Giovanni Acanfora, la sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Teresa Amici, il presidente della Commissione Problemi Economici e Monetari del Parlamento Europeo, Roberto Gualtieri, il segretario generale dell’Associazione nazionale fra le Banche Popolari, Giuseppe De Lucia Lumeno, il vice presidente Confartigianato Imprese Latina, Riccardo Castelli, il segretario Ust Cisl Latina, Roberto Cecere e molti rappresentanti ed esponenti di banche locali.

Per la Banca Popolare del Cassinate era presente il Vicepresidente Vincenzo Formisano che ha spiegato come le banche  –  e in particolare le piccole banche e le banche locali – debbano e possano sostenere le imprese e l’innovazione a patto di riuscire ad esaltare e valorizzare i propri punti di forza, primi fra tutti la solidità del patrimonio, la capacità di relazione con il territorio, la flessibilità.

Per le piccole banche sarebbe invece impossibile pensare di muoversi su economie di scala e di scopo e questo potrebbe far sembrare impossibile l’innovazione, per la quale ci sono minori risorse. In realtà, la chiave vincente è la creazione di network, che permettono, da un lato, di superare l’isolamento, ma, dall’altro, consentono di creare sinergie e di offrire una soluzione alternativa  all’ipotesi di aggregazione che, invece, rischierebbe di cancellare la specificità di tante virtuose piccole realtà, capaci di interagire col territorio e con la comunità di riferimento.

E’ bene infatti ricordare che ciò che è rilevante non è tanto la dimensione di una banca, quanto, piuttosto, la proporzione e la coerenza tra patrimonio e rischi assunti. Grazie alla creazione di network, le banche riscono a superare i loro punti di debolezza e a valorizzare (e anzi: amplificare) i propri punti di forza, mantenendo intatta la propria capacità di relazionarsi al territorio e creare valore non solo per gli azionisti, ma per l’intera comunità.

Tutto questo non è in antitesi con quanto fanno le grandi banche: al contrario, non esiste alcuna dicotomia tra grandi banche e piccole banche. La complessa situazione dell’Italia, infatti, fatta di un elevato numero di piccole e medie imprese, consente spazi di azione per diverse realtà finanziarie, che non solo non si sovrappongono, ma, anzi, sono capaci di rispondere a esigenze diverse.

Le Banche locali, dunque, come ha sottolineato anche il segretario Generale First Cisl di Latina Antonio Viola nel suo intervento di apertura, hanno una straordinaria importanza e mantengono un ruolo strategico nello sviluppo economico del paese.

Nel corso del convegno è stato anche sottolineato come l’innovazione digitale può e deve essere una opportunità per migliorare il servizio al cliente e per valorizzare l’operato dei lavoratori.

Anche il Segretario Generale dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari Giuseppe De Lucia Lumeno ha sottolineato il ruolo fondamentale che le banche popolari hanno nell’economia del Paese e come abbiano resistito anche alle crisi più pesanti e ai tentativi di ridisegnarne gli assetti e l’organizzazione. In realtà, nessuna tecnologia potrà mai sostituire il rapporto di fiducia che deve esistere tra banca e cliente, rapporto che le banche popolari hanno interpretato al meglio.

Figura emblematica che riepiloga il senso della tavola rotonda è quella di Amedeo Peter Giannini, il Banchiere italo – americano fondatore della Bank of Italy, la banca degli emigranti, divenuta Bank of America e che sosteneva che “Un banchiere dovrebbe considerare se stesso un servo del popolo, un servo della comunità”.