Frosinone – Acea, sentenza Tar. Pompeo dice la sua.

FROSINONE – 28 DIC – “Recepisco la volontà sovrana della Conferenza dei Sindaci. Mi auguro che la decisione presa sia quella giusta e spero che non si riapra una interminabile stagione di contenziosi. Inizia oggi una fase nuova con dei connotati difficilmente identificabili al momento”. E’ quanto dissi, anzi scrissi, come presidente dell’Ambito Territoriale Ottimale 5, il 13 dicembre 2016, subito dopo che l’assemblea dei sindaci aveva votato per la risoluzione della convenzione con Acea.

Sarebbe semplice per me adesso ripetere anche i concetti che espressi nel corso di quella seduta, mettendo in guardia da quello che poteva succedere in un giudizio davanti al Tar. Ma non ho alcuna intenzione di politicizzare una vicenda che per il sottoscritto, al contrario di molti altri, non ha nulla di politico. E mai, al contrario di molti altri, avrei pensato di utilizzare una questione delicata come quella del servizio idrico, per la campagna elettorale.
Aggiungo che, come sempre ho fatto (da quando nell’ottobre 2014 sono stato eletto presidente della Provincia), rimetterò tutte le successive decisioni all’assemblea dei sindaci. Dopo aver effettuato un passaggio anche nella Consulta. Le sentenze non si commentano, però si analizzano.

Recita la sentenza del Tar: “A ridimensionare la valutazione degli addebiti rivolti al gestore, quanto alla loro effettiva incidenza sul servizio, si presta la comparazione di essi con l’attività svolta in termini d’investimenti – nel 2015 oltre il 90% in più dell’anno precedente e, complessivamente, oltre il 5% in più delle previsioni di piano – e di interventi totali (circa diecimila)…”.

Ecco, se nel 2015 c’è stata una svolta sul piano degli investimenti di Acea di 62 milioni di euro, la stessa si deve all’opera e all’attività di questo Ambito Territoriale, che ho iniziato a presiedere dall’ottobre 2014. Infatti, il primo Piano degli interventi approvato dalla Conferenza dei Sindaci è del maggio 2015, dopo 11 anni che si operava senza alcuna programmazione.

Grazie a questo provvedimento,  seguito da un’attività parametrata su atti e carte, su pareri e valutazioni giuridiche, su fatti, si è determinata un’accelerazione sugli interventi, nonché la possibilità di contestare al Gestore un servizio che comunque, al di là della sentenza, non funziona come dovrebbe.

L’Ato 5, da me guidato, non ha fatto sconti ad Acea, avviando per la prima volta, perché nessuno lo ha mai fatto in precedenza, la diffida ad adempiere che ha obbligato il gestore ad intervenire sulle diverse criticità.  Tutto ciò oggi è certificato da una sentenza del Tar.

Cose normali per chi fa amministrazione in modo corretto. E proprio per questo fanno sorridere (uso un eufemismo) certe prese di posizione che ancora una volta sono improntate a demagogia e populismo. Prese di posizione finalizzate a dividere i sindaci, fra amici e nemici di Acea. Non ci sono amici o nemici di Acea, ci sono amministratori che vengono eletti per adottare atti e provvedimenti seri, che sappiano reggere l’urto dei tribunali amministrativi. Chi oggi, invece di fare il mea culpa, si nasconde dietro prese di posizione surreali, vada a rileggere il parere dell’avvocato Farnetani (ignorato per motivi elettorali).

La sentenza fa un passaggio su un preciso arco temporale, hanno pesato le mancate decisioni del passato su aspetti importanti per i cittadini: le tariffe per esempio, i contenziosi, e questo lo stiamo pagando oggi, basta guardare le nostre bollette.

Ecco perché non si tratta di essere amici o nemici di Acea, ed io ho dimostrato con i fatti, diffidandola, di non esserlo, ma semplicemente di svolgere il ruolo di amministratore con serietà e cognizione di causa. Adesso con la stessa serietà mi augurio che l’Assemblea dei Sindaci assuma decisioni che abbiano come obiettivo solamente la tutela dei cittadini.

Antonio Pompeo