FROSINONE – 26 AGO – La crisi idrica che sta interessando i comuni della provincia di Frosinone ha raggiunto i massimi storici. Precarie le condizioni igienico sanitarie in numerosi comuni, specie sulle alture, considerate le difficoltà quotidiane nell’uso dei servizi igienici, aggravate dalle alte temperature che non accennano a scendere. L’erogazione a singhiozzo, oserei dire con il contagocce, non può affatto alleviare gli innumerevoli disagi a cui numerose famiglie debbono far fronte. Mi riferisco soprattutto all’igiene dei bambini e degli anziani.  Ritengo che il gestore Acea avrebbe dovuto munirsi di un piano di emergenza in largo anticipo, in previsione della crisi delle fonti idriche, da attivare nell’immediatezza in cui si registrano le criticità, che arginasse, pertanto, la possibilità dell’interruzione del flusso idrico, mediante l’adozione di misure che consentono la regolare erogazione idrica. È il momento di porre fine a simili disservizi, prolungati nel tempo, all’utenza che regolarmente  versa cifre molto elevate in cambio di un servizio che puntualmente si rivela non di qualità. Vorrei ricordare che i sindaci di centro destra della provincia di Frosinone hanno votato la risoluzione contrattuale. Bisogna andare avanti con la procedura. Che l’acqua torni pubblica, anche in modo da gestire diversamente le emergenze idriche.

 

COMUNICATO STAMPA

PASQUALE CIACCIARELLI COORDINATORE PROVINCIALE FI FROSINONE