FROSINONE – 25 AGO – E’ stata massacrata di botte. L’autopsia svolta sul cadavere della 23enne di Frosinone, morta nella notte tra mercoledì e giovedì sulla Monti Lepini, non lascia spazio ad alcun dubbio.

Le cause del decesso sono riconducibili ad un aggressione a mani nude, con calci e pugni, che le hanno provocato la rottura di una costola e la perforazione di polmoni, fegato e milza. E’ questo quanto si evince dall’esame svolto dalla dottoressa Maria Cristina Setacci. Sulla base di quanto emerso dall’autopsia la Procura di Latina ha aperto un fascicolo di inchiesta per omicidio, allo stato attuale, ad opera di ignoti.

Il pestaggio subito spiega perché la giovane quando si è fermata lungo la piazzola di sosta sulla Monti Lepini, all’altezza di Prossedi, non riuscisse più a respirare.

Una volta scesa dall’auto su cui viaggiava verso Frosinone, insieme ad alcuni suoi familiari, si è accasciata al suolo. Gli stessi parenti hanno provato a soccorrerla ma non c’è stato nulla da fare.

Intanto le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Latina, coordinate dal Tenente Colonnello Pietro Dimiccoli, su disposizione della Procura di Latina non si fermano. Si continua ad indagare nel mondo della prostituzione.

La giovane, con una storia personale molto difficile, vendeva il suo corpo sulla Via Nettunense, nella zona di Campo di Carne. Li veniva accompagnata ogni mattina da alcuni parenti che gestivano nella zona un negozio di frutta.

Gli inquirenti vogliono capire chi l’abbia picchiata in quel modo: se uno o più clienti.  I carabinieri stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vista della giovane, gli ultimi spostamenti. Sopratutto chi ha incontrato.