Frosinone – Il caso Frosinone-Palermo, le motivazioni del Coni. Cosa si rischia ora?

FROSINONE – 11 SET – Caso Frosinone-Palermo, il Collegio di Garanzia del CONI ha reso note le motivazioni della sentenza e queste non portano nulla di buono. Come tutti sappiamo ormai, dal comitato olimpico era arrivata la decisione di rimandare tutto alla Corte Sportiva d’Appello, in quanto sanzionare il Frosinone con due giornate di squalifica a porte chiuse e campo neutro, oltre a 25 mila euro di ammenda, rappresentava una sentenza troppo blanda rispetto alla gravità dei fatti.

Nella serata di lunedì come detto sono arrivate le motivazioni di questa scelta: tredici pagine in cui i giudici fanno letteralmente a pezzi la sentenza dei colleghi della corte d’appello, sottolineando punto su punto quali fossero le criticità. In primis bisogna partire dal presupposto che le posizioni cristallizzate non possono essere toccate: la vittoria del Frosinone e la relativa promozione in massima serie non sono in ballo, ma solo perché ormai i giochi sono fatti. Dai massimi vertici dello sport si sottolinea come nella gara del 16 giugno si siano evidenziate le situazioni contenute nell’articolo 17 del codice di giustizia sportiva. In pratica ci sono state condotte che hanno influito sul regolare svolgimento di una gara o che ne abbiano impedito la regolare effettuazione, non essendoci però un rapporto di causa effetto tra quanto accaduto ed i risultati.

Fatti del genere però sono puniti con la sconfitta a tavolino, ma in questo caso per i giudici basterebbe applicare la sanzione minima della penalizzazione di tre punti. Rispetto a ciò però la sanzione per i giudici non è coerente, in quanto la gara non valeva tre punti ma molto di più, valeva la Serie A. Quindi per i giudici queste sanzioni devono essere più stringenti. Il tutto è condito, dicono dal Coni, da grandi contraddizioni che per il collegio sono presenti nella sentenza della Corte d’Appello. Inoltre viene anche stigmatizzata la non applicazione della prova televisiva, ma di fatto non è detto che ciò significhi doverla applicare ora. Anche perché i fatti sono già chiari ed evidenti.

Ed ora che succede? Per una chiave di lettura quanto più coerente possibile di documenti così complicati, Teleuniverso ha chiesto il conforto dell’avvocato Gianluca Giannichedda, che dopo aver letto le motivazioni ha sottolineato come il Collegio di Garanzia abbia battuto molto sulla questione dei punti e questa forse sarà la strada che i giudici d’appello potrebbero percorrere. Questo perché è la soluzione più coerente rispetto alle motivazioni e perché una eventuale estensione della squalifica del campo sarebbe passibile di impugnativa da parte dello stesso Frosinone Calcio.

La giustizia sportiva però ci ha abituato a voli inaspettati e soprattutto non ha parametri specifici da seguire, in quanto si richiama ai valori di correttezza e lealtà, prendendo ad esempio addirittura De Coubertin. Nei prossimi giorni ne sapremo di più e conosceremo le decisioni della Corte rispetto ad una vicenda che francamente sta durando troppo a lungo.