FROSINONE – 26 DIC – Non c’era bisogno di un’ulteriore conferma, ma essa è puntualmente arrivata. La situazione del fiume Sacco è critica e l’ennesima certificazione arriva dal rapporto 2018 sullo stato ecologico e chimico dei corsi d’acqua, pubblicato dall’Arpa in queste ore. Il monitoraggio prende in esame le analisi effettuate nel triennio 2015-2017 che attraverso una serie di indicatori, valuta la composizione di vari elementi inquinanti di natura pericolosa nelle acque.

            Nei tre anni, secondo le analisi Arpa, lo stato del fiume è definito non buono. Nel corpo 4 del fiume sono stati superati puntualmente i parametri di nichel disciolto ed esaclorocicloesano, stessa situazione nel corpo 5 anche qui con l’esaclorocicloesano a farla da padrone. La situazione è addirittura peggiore nel torrente Alabro, dove a superare di gran lunga i livelli di guardia è il piombo disciolto.

             Il tutto in un quadro che vede il 91% dei corsi d’acqua del Lazio con uno stato chimico buono e solo il 9% con valori non buoni. Una situazione che, scevra da ogni condizionamento campanilistico e letta solo attraverso i numeri, certifica che la bonifica è sempre più necessaria. Anche perché, i dati incrociati con gli annunci di questi anni, mettono in evidenza il fatto che nulla è stato realizzato per fermare l’inquinamento del Sacco.

            Sulla questione è intervenuto il consigliere provinciale Danilo Magliocchetti che ha sottolineato: “Se a distanza di tanti anni ancora si rileva l’esaclorocicloesano che determinò l’inizio del disastro ambientale e non è presente in nessun altro corso d’acqua, significa che il problema è ancora presente e irrisolto, con tutta la sua pericolosità”.