FROSINONE – 18 NOV – Quattro pullman, almeno 200 persone quindi. Più altri che si uniranno, tutti per chiedere quantomeno un interesse verso la questione della mobilità in deroga per gli oltre mille senza lavoro del nord della Ciociaria. Sono gli ex dipendenti Videocon, quelli delle fabbriche del suo indotto e delle altre aziende spazzate dalla crisi. Milletrecento famiglie da mesi senza un sostegno e che se non accadrà qualcosa in breve tempo non potranno godere più di alcun beneficio di natura economica nel prossimo futuro.

I lavoratori manifesteranno davanti al Ministero del lavoro, per cercare di far sentire la loro voce e far capire al Ministro Di Maio o a chi per lui che la situazione è insostenibile. Questi lavoratori sono mesi che non ricevono un euro perché la Regione non ha i soldi utili a coprire tutti gli assegni di mobilità malgrado un accordo firmato, ma soprattutto temono per la mancata proroga dello stesso ammortizzatore, questione che attiene al governo. Il paradosso è che in tutto ciò si staglia la seconda versione dell’accordo di programma: quella misura che dovrebbe rilanciare il sistema produttivo Frosinone-Anagni, ma che al primo tentativo fu un flop.

Il rischio che si corre, e qui sarebbe davvero una beffa, è che senza la proroga degli ammortizzatori sociali, quegli stessi lavoratori a cui dovrebbero andare i benefici dell’accordo, resterebbero fuori da ogni gioco. E allora i sindacati chiedono che alla manifestazione partecipi la politica, dai consiglieri comunali ed i sindaci, fino agli eletti dal territorio nelle varie assemblee, regionale e nazionali.

La questione rischia di diventare una vera e propria bomba sociale, perché quei lavoratori, che rappresentano almeno un nucleo familiare a testa, sono 8-9 mesi che non vedono lo straccio di un centesimo. E solo la politica può fare qualcosa, solo un intervento sinergico tra tutte le istituzioni può e deve evitare che la bomba esploda, agendo su tre direttrici: pagare quanto i lavoratori ancora attendono, restituire fiducia con una ulteriore proroga della mobilità ed accompagnare la reindustrializzazione di un territorio che di favole ne ha sentite davvero tante. Forse troppe.