FROSINONE – 22 MAR – E’ vero l’anno scorso ha piovuto poco, davvero poco: è questa è stata la causa principale della drammatica siccità che si è vissuta in Italia e, ovviamente, anche in Ciociaria.

Anzi, come dice l’Istat, il 2017 è stato un anno con «un’eccezionale carenza di risorse idriche disponibili, soprattutto in alcune zone dell’Italia» e una famiglia su 10 ha lamentato «irregolarità» dell’erogazione idrica nella propria abitazione.

Ma la scarsità di pioggia non è l’unica causa della grave carenza idrica. L’altra, che non può essere sottaciuta, é quella relativa alle perdite delle reti idriche. Un problema che in Ciociaria si trascina da troppi anni senza soluzioni adeguate. Per rendersene conto basta farsi un giro per le strade della Provincia di Frosinone. Acqua che scorre anche copiosa lungo le arterie se ne è vista e se ne vede.

A suffragare quella che può sembrare solo una sensazione arrivano, nella Giornata mondiale dell’Acqua, anche i dati: l’Istat ha, infatti, elaborato i numeri anche sulle perdite idriche, relativi al 2015, in base alla tipologia di gestore: quelli specializzati e quelli in economia.

Il 7,5% dei comuni in cui è presente il servizio di distribuzione ha perdite idriche totali molto alte, maggiori del 70%.   Tra questi compare anche un comune capoluogo di provincia: proprio Frosinone che con il 75,4%. Le Regioni con la quota più elevata di comuni con perdite superiori al 70% sono Lazio, Friuli-Venezia Giulia  e Basilicata.

A rimarcare che quello del perdite idriche è una vera piaga per il territorio ciociaro arrivano i dati del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente. Tra i 116 capoluoghi di provincia esaminati si registra una perdita di rete media per l’anno 2015 del 35,4%. Frosinone, in base a questa ricerca, è la seconda città per la maggior quantità di perdite idriche.