Frosinone – Rifiuti, aumento tariffe. Sindaci sulle barricate

FROSINONE – 08 SET – Un aumento che fa alzare le barricate. E’ quello del 30% relativo alla tariffa che ogni comune deve versare alla Regione per poter conferire i rifiuti all’interno dell’impianto SAF di Colfelice, un impianto che nei fatti è di proprietà dei comuni stessi. La decisione è della Regione, la tariffa si calcola per tonnellata e da 102 euro circa si passa a 138 e spiccioli. Aumenti che riguarderanno tutti i rifiuti conferiti a partire dal 2015, quindi retroattivi e che verranno pagati dai soliti noti: i cittadini.

     Come detto i sindaci hanno subito fatto scattare la protesta, il primo è stato Giuseppe Sacco, primo cittadino di Roccasecca e coordinatore per il cassinate. In mattinata è stata convocata una riunione e lì i sindaci hanno analizzato la situazione cercando di capire il da farsi, soprattutto in relazione al potenziamento della differenziata che, di fatto, funziona in modo inverso. Differenziare di più infatti significa portare meno immondizia alla Saf e di contro incassare dalle società che si occupano del riciclo.

          In questo quadro si inseriscono le decisioni dei primi cittadini che qualche settimana fa dissero no all’arrivo dei rifiuti da Roma, immondizie senza le quali resta difficile pareggiare il bilancio. Un altro cane che si morde la coda, perché la Saf è una società pubblica e se perde ci perdono tutti. Una cosa è certa: i comuni rischiano di essere messi in ginocchio da questi aumenti e per evitare di finire sul lastrico per onorare la tariffa dovranno aumentare la TARI. Un altro cane che si morde la coda, ma qui il giro finisce, come al solito, nelle tasche dei cittadini. E se i comuni non sono in grado di onorare, chi lo dice che i cittadini possano riuscire nell’impresa? Di questi tempi poi.