FROSINONE /LATINA – 21 DIC – Sono due i comuni della provincia di Frosinone a salire sul podio regionale dei comuni ricicloni: Rocca D’arce, Sant’Ambrogio sul garigliano e Castelnuovo di porto in provincia di Roma, rispettivamente primo, secondo e terzo. La classifica è stata stilata da  Legambiente che ha premiato quei territori che si sono distinti nella differenziazione dei rifiuti.  I primi tre tra l’altro sono riusciti a tagliare anche un altro ambizioso traguardo, sfondare quota 80% nella differenziata. Gli unici esempi nel Lazio. Di tutti i comuni Ricicloni sono 30 quelli in provincia di Roma, 16 a Viterbo, 11 a Frosinone, 10 a Latina e 4 a Rieti.

I dati raccontano di performance sempre pigliori. In 4 anni sono aumentati infatti  da 9 a 83 i comuni con oltre il 65% di differenziata e al contempo è diminuita  la produzione di rifiuti di oltre 135mila tonnellate annue

 La provincia dove la raccolta differenziata è aumentata maggiormente è Frosinone che passa dallo 0,6% nel 2010 al 42,70% del 2016. 12 i comuni ricicloni in ciociaria, cioè quelli che hanno superato il 65& di differenziata. Oltre a Rocca d’Arce e Sant’Ambrogio sul Garigliano, ci sono  Castelliri Colle San Magno Castro dei Volsci Alatri Ceprano Fontana Liri Piglio Sora e Sant’Apollinare. 10 invece nel pontino: primo Norma, a seguire Rocca Massima, Campodimele Terracina Sabaudia Santi Cosma e Damiano Castelforte Formia ed Itri.

Nonostante i numeri parlino di una vera e propria rivoluzione nel conferimento prima e nella lavorazione poi  dell’immondizia, esistono anche problematiche che vanno risolte. La criticità evidente dallo studio di Legambiente riguarda gli impianti di gestione che sono sul territorio: 16 impianti di compostaggio, 10 TMB, 3 Inceneritori e 5 Discariche, nessun impianto integrato anaerobico/aerobico e nessun digestore anaerobico per la frazione organica. Cosa significa? Significa che va incentivato un nuovo modo di lavorare i rifiuti che scongiuri l’accensione di nuovi inceneritori mentre avvii  l’apertura di fabbriche di materiali, biodegestori anaerobici per la produzione di biometano, impianti e isole del riuso che ogni territorio deve avere premura di  realizzare.