Dopo otto anni di ricerche è terminata in un sobborgo di Buenos Aires, in Argentina, la latitanza di Giancarlo Massidda, l’uomo di 61 anni inserito nell’elenco dei 100 pregiudicati pericolosi in Italia e ricercato sinora in tutto il mondo dovendo espiare una pena di 23 anni e 9 mesi di reclusione per traffico di droga ed evasione. Originario della Sardegna ma trapiantato da sempre ad Anzio, Massidda da anni era finito nel mirino della Squadra Mobile della Questura di Latina per essere considerato alla testa di un’organizzazione criminale che nel nord della provincia pontina, ai confini con quella di Roma, era a contatto con diversi narcotrafficanti impegnati nell’importazione di ingenti quantitativi di cocaina destinati all’intero territorio nazionale. Il suo primo arresto risale a 16 anni fa nell’ambito dell’operazione “Fenice 2002” con l’accusa di detenzione di due chilogrammi di cocaina. Due anni più tardi diventò, insieme al figlio Simone, il destinatario di un’ordinanza restrittiva emessa dal Gip del Tribunale di Roma ma durante l’esecuzione della misura riuscì a fuggire. Nel 2007 rimase coinvolto nell’ambito dell’operazione “Minosse” e sempre per traffico internazionale di droga