LAZIO – 26 MAR – Pende su l’Italia come la spada sulla testa di Damocle: se il nostro Bel Paese non riuscirà a centrare determinati obiettivi pattuiti con l’Europa e che ora passano nella mani del nuovo esecutivo, il primo gennaio 2019 dovrà ricorrere all’aumento dell’Iva, dal 10 al 1′,5% e dal 22 al 22,4%, con il conseguente innalzamento di ogni tipo di bene e servizio. Se nemmeno l’ennesima clausola di salvaguardia riuscirà a salvare l’Italia allora ogni famiglia, stima il sole 24 ore, dovrà mettere mano al portafoglio e sborsare in media 317 euro in più ogni anno. Ma la cifra stimata dal quotidiano economico varia da regione a regione. In linea di massima dove la spesa media è più alta, più sostanziosa sarà la somma che va ad aggiungesi.  E allora ecco che si fa dai 411 euro in più all’anno  per ogni famiglia lombarda ai 221 euro di un pari nucleo calabrese.

Il Lazio è dunque a metà della graduatoria stilata da Il Sole 24 ore con un aumento che si attesta a 285 euro  annuali. E’ come se a partire dal 1 gennaio 2019 ciascun cittadino del Lazio iniziasse a bere ogni giorno un caffè in più che comporterebbe una spesa di poco meno di 24 al mese. Ma se l’aumento dell’iva dovesse concretizzarsi, non solo il cittadino ciociaro, romano o pontino, quel caffè non lo berrà ma sarà comunque costretto a spendere in più ogni giorno 80 centesimi.

Il rincaro si abbatterà cospicuo soprattutto sulle coppie giovani senza figlie o sui single. Dai 64 anni in poi o in caso di famiglie numerose, l’aumento resterà nella media secondo quanto calcolato dal quotidiano economico.

 Sono solo stime ovviamente. Tutto dipenderà dal nuovo governo che si sta creando e soprattutto alla capacità che avrà nei prossimi 7 mesi di centrare quegli obiettivi pattuiti con l’Europa, altrimenti dal 1 gennaio 2019  dovremo sopportare un altro rincaro dell’Iva.