FROSINONE/LATINA – 11 SET – Il Lazio è la prima regione d’Italia come volume di merci esportate: nei primi sei mesi dalla nostra regione sono partite merci per 13,9 miliardi di euro, tre miliardi in più rispetto al primo semestre del 2018. Ma non è tutto. La prima provincia in Italia come crescita dell’export è quella di Latina, seguita da Milano e poi da Frosinone, con il basso Lazio che quindi occupa i due terzi del podio.

     Numeri impressionanti trainati dal settore farmaceutico, un tipo di industria che in ciociaria e nel pontino crea ricchezza ed occupazione. Il risultato del Lazio è ancor più grande se paragonato ai dati che arrivano dal resto d’Italia, dove l’export è cresciuto del 5%, ovvero più di un quinto del risultato del Lazio che si attesta al 27%. Il dato del farmaceutico è quello più eloquente: la metà delle esportazioni del Lazio arriva da questo settore, un dato quello regionale che pesa addirittura quasi la metà di tutte le esportazioni nazionali.

     Da Latina partono un quarto dei farmaci che l’intera Italia esporta nel mondo, mentre i numeri di Frosinone sono cresciuti di circa il 70%. “Un risultato ottenuto grazie ai cospicui investimenti in ricerca ed innovazione, che sempre più avvengono in chiave 4.0”. E’ questo il commento del presidente di Unindustria Lazio Tortoriello. A lui fa eco il presidente della Regione Zingaretti: “Si tratta di risultati straordinari per il Lazio – dice il presidente – ci aspettano sfide difficili, ma abbiamo tutte le potenzialità per far bene e continuare a crescere”.

     Punta sui territori il presidente del consiglio regionale Buschini: “Nella nostra regione si contraddistinguono la provincia di Frosinone, così come Latina. I progetti, gli strumenti e le politiche messe in campo dalla Regione Lazio così come le capacità, la lungimiranza e – conclude Buschini – la competitività degli imprenditori, hanno portato a risultati senza precedenti”. Ma c’è anche qualcosa che non va e lo sottolinea Tortoriello: “Purtroppo l’automotive ha perso il 30% dell’export in sei mesi, auspichiamo da parte della Regione uno sforzo ulteriore su internazionalizzazione e digitalizzazione”.

     Risultati che sono stati possibili, per il segretario della Cisl del Lazio Coppotelli anche e soprattutto grazie ai lavoratori, ma con un sogno: “lavorare, con ancora più determinazione, ad una realtà del lavoro, dalla più piccola impresa familiare alla grande multinazionale, a vittime zero. Solo così ci sarà un’economia buona davvero”.