Lazio – Il dossier Ecomafia 2018. Tutti i numeri

LAZIO – 09 LUG – E’ un quadro a fosche tinte che quello ha tracciato Legambiente Lazio elaborando e presentando il Dossier Ecomafia 2018, lo studio che ha censito i numeri delle infrazioni e i reati legati al ciclo illegale dei rifiuti, l’abusivismo edilizio, i reati contro la biodiversità, gli illeciti contro il patrimonio archeologico, gli incendi dolosi e la corruzione in materia ambientale. In sintesi c’è ancora troppa ecomafia nel Lazio e, se può essere considerato in calo il dato dei reati relativi all’abusivismo edilizio, crescono quelli legati ai reati ambientali e, e, specificatamente, gli illeciti contro la biodiversità e corruzione ambientale. Secondo Legambiente la Regione Lazio è quinta in campo nazionale complessivamente per gli illeciti: la superano solo – osserva l’associazione ambientalista – le quattro regioni a maggiore prevalenza mafiosa. I reati denunciati sono stati 2.684 – 400 in più rispetto allo scorso anno – ben 7,3 al giorno, l’8,9% del totale. Se è seconda la provincia di Roma con 1.260 infrazioni; 11° è quella di Latina 581 reati riscontrati.  Legambiente ha riscontrato come un quarto dei reati contro l’ambiente nel Lazio riguardi il ciclo dei rifiuti con 619 infrazioni complessive. Ancora male la provincia di Roma, terza provincia con 180 infrazioni, seguita da quella di Frosinone, quinta, con 167 illeciti, e da quella di Latina, 14°, con 80.

Nella classifica del reati riguardanti il ciclo del cemento e dell’abusivismo edilizio il territorio regionale si attesta al quarto posto a livello nazionale con 347 illegittimità riscontrate nel 2017, quello di Latina con 89 casi” si è piazzato decimo. Pessimi invece, i dati invece riguardanti i reati contro la Biodiversità che vedono al primo posto assoluto per numero di infrazioni accertate la Provincia di Roma con 510 reati, prima sia per numeri di reati contro la fauna terrestre 204 complessivi che per infrazioni contro la fauna di mare con 306. La provincia di Latina è al 13° posto con 152 reati (40 contro la fauna di terra e 112 contro quella di mare). Il Lazio complessivamente è giunto terzo con 727 infrazioni. Nella Regione tantissimi sono stati i furti di opere d’arte e contro il patrimonio archeologico, alle archeomafie sono state contestate 96 infrazioni che pongono il Lazio al secondo posto. Alto, poi, si è confermato essere il numero di incendi dolosi/colposi con 450 roghi per 13.284 ettari che hanno portato il Lazio al 6° per infrazioni. Ancor peggio va nella speciale graduatoria per la corruzione in materia ambientale, su dati di reati compresi tra il 1° gennaio 2010 e il 31 maggio 2018; in questa speciale classifica la Regione Lazio si conferma anche quest’anno in testa a tutte con 61 inchieste, 461 arresti, 541 denunce, 52 sequestri. Questi numeri hanno motivato ancora Legambiente Lazio a chiedere alla Giunta Zingaretti l’istituzione dell’Osservatorio regionale ambiente e legalità, per contrastare le ecomafie di tutti i settori e sostenere i cittadini in ogni territorio  con un preciso monito: chi inquna, paga.