ROMA – 11 MAG  – Una triste conferma. Il Sacco è avvelenato. In ben tre punti in Ciociaria le acque di quel Fiume sono contaminate.

Lo dice il Rapporto nazionale sulla presenza dei pesticidi nelle acque, edizione 2018, elaborato dall’Ispra e pubblicato sul proprio sito internet.

Vengono analizzate le superficiali e quelle sotterrane, come i pozzi. I dati, relativi al periodo compreso tra il 2015 ed il 2016,  si riferiscono a 21 pozzi e 121 punti delle acque superficiali nel Lazio. Sono state cercate in totale 58 sostanze.

Stando a quanto reso noto dal rapporto nella nostra Regione il livello di contaminazione, nelle acque superficiali, è superiore ai limiti in 5 punti: tre sono in Ciociaria, tutti nel Fiume Sacco: ad Anagni, Ceccano e Falvaterra.

Ma il Sacco è oltre i limiti anche a Segni per presenza di pesticidi. L’altro punto fuori norma è nel viterbese, a Valentano con corpo idrico il lago di Rezzano.

Cosa c’è in quei punti fuori norma? Nelle acque superficiali ci sono residui nel 26,4% dei punti e nel 7,1% dei campioni. Sono state rinvenute 10 sostanze; le più frequenti sono metalaxil,un fungicida, meto-laclor, un diserbante cosi come lo è la terbutilazina. Il rapporto ci dice anche che sono entro i limiti i valori rilevati nella acque superficiali nel Fibreno e nel Liri a  Sora, cosi come in diversi punti della provincia di Latina.

Nelle acque sotterranee è stata riscontrata la presenza di residui nel 14,3% dei punti e nel 7,3% dei campioni. Sono state rinvenute 5 sostanze le più frequenti sono: terbutilazina e metolaclor.

Sul Rapporto interviene anche il consigliere provinciale di Frosinone, Danilo Magliocchetti, secondo cui questi dati non fanno altro che confermare che il problema ambientale e delle acque di superficie della valle del Sacco, è ben lontano dall’essere stato risolto, anche solo parzialmente.